Exploration nuova drink list di Argo

Exploration, la nuova drink list di Argo, è una lezione di storytelling

C’è chi inventa le mode, chi le insegue affannosamente e chi fa come il cocktail bar Argo, che va per una strada tutta sua: la nuova drink list Exploration è all’insegna di territorio, stagionalità e persone. È anche un’efficace lettera d’amore a Hong Kong. Un valido esempio di storytelling applicato ai cocktail che coinvolge tatuatori, pittrici e ingredienti insoliti (egg tart, patata dolce, aceto balsamico).

Exploration, il nuovo menu di Argo

Ccoktail Whimsical Dreamscape di Argo
Whimsical Dreamscape

Un cocktail bar che intende stare sotto i riflettori non può fare a meno di una drink list di richiamo. Ad Argo quei riflettori piacciono molto: nel 2025 ha conquistato l’undicesima posizione della classifica Asia’s 50 Best Bars e la 56a piazza della lista The World’s 50 Best Bars. E c’è voglia di crescere.

Ecco dunque la necessità di confezionare un menu degno di nota. Ed ecco anche il rischio comune a tutti quelli che puntano ai medesimi traguardi: non scovare la giusta chiave, oppure sceglierne una pretenziosa, che non trova corrispondenza nei signature proposti. Come se intenzioni e fatti camminassero su strade parallele.

Tutte insidie che il beverage manager Jonathan Gabbay e il suo team hanno evitato con efficacia, potendo contare sul fatto che da cinque anni a questa parte sono sostanzialmente le stesse persone e ormai l’affiatamento è massimo.

Drink list e storytelling

Cocktail drink list Exploration Rooty Slushy
Rooty Slushy

Lo spunto di partenza è stato di produrre un menu che dialogasse strettamente con il territorio. Il ricorso a ingredienti e produttori del posto è stato immediato. L’aspetto interessante è come la materia prima locale è entrata nelle ricette dei cocktail e come li ha trasformati in un qualcosa che ha senso assaggiare (e si può gustare) solamente a Hong Kong.

Il tocco in più è stato allargare l’interazione con il territorio anche al di fuori dell’ambito più scontato, quello appunto legato agli ingredienti. Cioè portare nel menu suggestioni legate a chi lavora a Hong Kong e ne rappresenta un elemento identitario. Nel caso specifico: il dottor James Ting, specializzato in medicina cinese, l’artista e pittrice Tam Mei Yi Amy e il tatuatore Marcus Yuen.

Dodici signature divisi in due capitoli

Jonathan Gabbay Beverage Manager di Argo
Jonathan Gabbay

I dodici nuovi signature di Exploration sono quindi diventati un modo per raccontare la Hong Kong di oggi e farlo come una lettera d’amore, mettendo sugli scudi ciò che la rende speciale. Jonathan Gabbay li ha organizzati in due sezioni differenti, ognuna con sei cocktail. Chapter One è dominato dalle collaborazioni con medici, pittrici, tatuatori e ovviamente produttori di materie prime. Chapter Two porta al centro della scena gli ingredienti. Il primo racconta Hong Kong attraverso le persone che ci vivono, il secondo attraverso il territorio dell’ex colonia britannica: è qui che emerge con maggior forza il carattere stagionale dei drink.

Cosa c’entrano i tatuaggi con un cocktail?

Il cocktail di Argo Ink Meets Spirit
Ink Meets Spirit

La sfida più complessa è il racconto delle persone, ed Exploration l’ha affrontata in modo interessante. L’esempio migliore è fornito dal signature Classic X Classic, realizzato in collaborazione con il tatuatore Marcus Yuen.

Due le chiavi di lettura: intanto la garnish, illustrata in esclusiva per Argo. Poi il fatto che le influenze Old School dello stile di Yuen hanno preso la forma del whisky scozzese e dell’amaro, che costituiscono la spina dorsale del cocktail: ingredienti occidentali per uno stile, l’Old School, che è occidentale. Il risultato è un drink che chiacchiera con i tatuaggi a due livelli differenti e strettamente intrecciati.

Gli ingredienti insoliti

Hong Kong Punch della drink list Exploration
Hong Kong Punch

Entrambi i capitoli di Exploration fanno uso di alcuni ingredienti inusuali. Non del tutto originali all’interno dei cocktail bar d’eccellenza, ma comunque abbastanza rari da attirare l’attenzione. Un esempio è fornito dal signature Hong Kong Punch, che completa il drink con una spuma di tè nero ed egg tart: una soluzione gourmet, che gioca con il concetto di cocktail da dessert. E crea un interessante contraltare al profilo aromatico prodotto dal cognac, dallo shochu e dal liquore alle erbe.

Che dire poi del Rooty Slushy, un autentico concentrato di elementi fuori dal comune. La base di rum è arricchita da patata dolce, sorbetto al lampone, amaro, miele al tartufo, acqua infusa con radici e il tutto è completato con due gocce di aceto balsamico.

I classici di Argo

Argo Welcome Sparkling Wine
Welcome Sparkling Wine

In conclusione occorre segnalare che Exploration comprende una sezione finale dedicata ai classici di Argo, quelli che hanno saputo conquistare i clienti e confermarsi nel tempo. Fra questi spicca l’Argo Martini, preparato con il gin esclusivo di Argo e con degli idrolati stagionali che modificano il profilo organolettico del signature nel corso dell’anno.

Immagini courtesy Four Seasons Hong Kong