Le etichette nell’identità dell’hospitality

Quanto sono importanti le etichette nella costruzione dell’identità

Le etichette sono ovunque. Restano sulle bottiglie, certo, ma anche addosso ai locali, ai professionisti e ai modi di consumare. Nel mondo dell’hospitality una label serve a raccontare un’identità. Aiuta il pubblico a capire che tipo di esperienza aspettarsi, quale linguaggio troverà dentro un locale e perfino l’idea che quel posto desidera trasmettere.

Dal bartender all’hospitality professional: il peso delle etichette

Il cocktail bar degli ultimi anni ha smesso di essere soltanto un luogo dove bere. Oggi è uno spazio culturale e sociale che costruisce una narrazione attorno a ogni dettaglio. La drink list comunica una visione, il design definisce il tono del servizio. Il modo in cui vengono raccontati ingredienti e produttori contribuisce a creare, di quel posto, una posizione riconoscibile dentro il mercato.

Ovvio, che anche il personale entra dentro questo racconto e il bartender diventa una figura pubblica, capace di muoversi tra ospitalità e personal branding. Negli ultimi anni il settore ha iniziato a produrre professionisti che parlano apertamente di leadership, inclusione, sostenibilità e benessere lavorativo. Argomenti che fino a poco tempo fa restavano quasi fuori dal racconto della nightlife. Oggi il lavoro dietro al bancone richiede competenze molto più ampie rispetto alla tecnica di miscelazione: gestione del team, relazione con gli ospiti, costruzione dell’esperienza, sviluppo creativo, capacità comunicativa e conoscenza del business convivono dentro la stessa professione. Anche per questo motivo per molti la definizione più appropriata è hospitality professional.

Etichette e social media nella costruzione dell’identità dei cocktail bar

Etichette e social media

In parallelo è cambiato anche il modo in cui i locali costruiscono la propria immagine pubblica. Oggi un cocktail bar comunica la sua label e quale spazio desidera occupare dentro il mercato con il nome, ma soprattutto con il tono della comunicazione, il suo design, la selezione musicale, il tipo di servizio e perfino il linguaggio utilizzato nella drink list.

Anche i social media hanno accelerato questa trasformazione. Oggi gran parte dell’ospitalità vive online. Guest shift, takeover, panel e collaborazioni diventano contenuti che contribuiscono a costruire la reputazione di un locale e di un professionista. La presenza davanti alla camera, il tono utilizzato nei contenuti, il modo di vestirsi e perfino i cocktail scelti per rappresentarsi finiscono per entrare nella costruzione di un’etichetta personale riconoscibile. In alcuni casi questa esposizione permette di creare community molto forti e nuove opportunità professionali. In altri produce una certa omologazione estetica, dove locali lontanissimi tra loro finiscono per assomigliarsi sempre di più.

Come cambia il concetto di lusso

Il peso delle etichette

Altra faccia della medaglia, il lusso che sta cambiando linguaggio. Per anni il premium è stato raccontato attraverso esclusività e distanza. Oggi il pubblico ricerca soprattutto autenticità e una buona dose di personalizzazione. Il valore percepito passa sempre di più dalla qualità dell’esperienza e dalla relazione umana costruita con il cliente. Dunque, a conti fatti, le etichette restano uno degli strumenti più forti con cui l’hospitality costruisce il proprio racconto.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Illustrazioni originali Coqtail – riproduzione vietata