Montréal ha un modo tutto suo di intendere l’ospitalità liquida. Meno cocktail oriented di New York e sicuramente meno autoreferenziale di certe capitali europee, (anche se molti continuano a definirla la più europea delle città canadesi), costruisce la propria bar scene su una miscela convincente di rigore tecnico, influenze multiculturali e calore umano.
Vecchia Montréal, Little Italy, grandi hotel e minuscoli speakeasy convivono in un ecosistema dove la personalità conta quanto la tecnica. Oggi, però, il ritrovo privilegiato all’ora dell’aperitivo sono le enoteche: quando gli ultimi raggi del sole si riflettono nei calici colmi di vini naturali, le conversazioni iniziano ad animarsi e i quartieri si riempiono di assetati in cerca di etichette di nicchia. Per conoscere davvero i locali più significativi della città, dove la mixology continua a dettare il ritmo della serata, conviene però seguire Kevin Demers, tra i nomi che più hanno contribuito a definire il volto contemporaneo della nightlife locale con insegne come The Coldroom, Bar Bello, Bisou Bisou ed El Pequeño.
L’Italia a Montréal da Bar Bello

Con Bar Bello, per esempio, Demers guarda esplicitamente all’Italia. Nel quartiere Little Italy, il locale lavora sul rito dell’aperitivo proponendo un’esperienza rilassata e conviviale, dove il Negroni è protagonista assoluto, al punto da potersi ordinare anche attraverso una speciale vending machine che distribuisce diverse varianti in lattina. Ad accompagnare le miscele arrivano le “tonde” realizzate con Pan American Pizza, arancini con mozzarella e spinaci e polpette che guardano senza troppe rigidità alla comfort culture italiana. L’estetica richiama l’immaginario pop tra anni Sessanta e Ottanta, filtrato però attraverso un gusto contemporaneo, mentre l’accoglienza resta uno dei punti forti del locale, grazie anche alla presenza del bar manager Arnaud Savard.
L’aperitivo francese nella Vecchia Montréal da Bisou Bisou


Se Bar Bello lavora sulla convivialità italiana, Bisou Bisou sceglie la grammatica dell’aperitivo francese e mediterraneo. Aperto nel 2023 su Rue Saint-Vincent, nella Vecchia Montréal, ha costruito la propria identità attorno a vermouth, sherry, vini fortificati, amari e cocktail low-ABV, categorie spesso trascurate altrove e qui riportate al centro con intelligenza. Il locale punta su un’idea di accessibilità culturale: introdurre gli ospiti a categorie meno familiari senza alcuna soggezione. Il grande bancone, il tono rilassato e una proposta food fatta di conservas, olive, pane, formaggi e charcuterie costruiscono un’esperienza perfettamente coerente con il rituale dell’aperitivo. Il locale è diventato anche una piattaforma per la comunità hospitality cittadina grazie a round table e collaborazioni gastronomiche.
The Coldroom, lo speakeasy di Montréal

A pochi passi si trova The Coldroom, uno degli indirizzi che hanno definito la cocktail culture contemporanea di Montréal. Nascosto sotto il livello stradale, dietro una porta anonima con campanello, ha trasformato l’ingresso stesso in parte del rituale. Ma l’estetica speakeasy non è mai il centro del progetto. Il cuore resta il servizio. Guidato dalla bar manager Sally Groves, il locale impone a ogni bartender la conoscenza di almeno 110 classici, con la loro ricetta, storia e variazioni. Questo consente di realizzare cocktail davvero per tutti, grazie all’alternanza con signature drink.
El Pequeño, il cocktail bar più piccolo del Canada


All’estremo opposto, almeno in scala fisica, si trova El Pequeño, il cocktail bar più piccolo del Canada: tredici metri quadrati, nove posti, ispirazione dichiaratamente cubana e un’identità chiarissima. Qui l’Avana anni Venti diventa atmosfera concreta tra Daiquiri, Hotel Nacional, rum e frozen cocktail pensati per un consumo leggero e giocoso. Il nuovo menu, costruito come una serie di collectible cards ispirate al baseball, intreccia cultura cubana e nostalgia sportiva locale, confermando come anche gli spazi minuscoli possano costruire narrazioni forti.
Il lusso della mixology con Marcus Night Bar


Infine il capitolo luxury si apre con Marcus Night Bar, dentro il Four Seasons Hotel Montréal. Inaugurato nel 2019 e oggi guidato da Jay Lawson, ex chimico con approccio estremamente tecnico, rappresenta la declinazione più strutturata e premium della scena cittadina. Il nuovo menu lavora su riletture contemporanee dei classici, fermentazioni e pratiche sostenibili. Cocktail come Golden Square Mile Highball, con Glenfiddich, olio di sesamo, sake e coconut water, raccontano una mixology precisa. Il tasting del Night Bar, disponibile nei fine settimana, costruisce invece un percorso guidato tra cocktail e zero-proof trattati con la stessa dignità tecnica. In una città che spesso privilegia l’intimità, Marcus Night Bar offre una dimensione più ampia e internazionale, senza perdere il contatto con il contesto locale.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui






