«Un pop-up funziona quando riesce a creare un dialogo tra due identità, non quando una cerca di sovrastare l’altra»: le due identità in questione sono Drink Kong di Roma e Sira Rooftop Bar situato sulla terrazza dell’hotel a 5 stelle Patria Palace di Lecce. Il risultato di questo incontro è Sira Kong, pop-up che fino al 30 settembre porta nel cuore della città salentina tutta l’esperienza di Patrick Pistolesi: il virgolettato è suo.
Per descrivere Sira Kong bisogna fare riferimento a tre caratteristiche: per prima cosa drink che omaggiano il Salento, per esempio quello ispirato alla frisella; poi signature identificativi del Drink Kong come Synchronize, Canova e Gaijin; e infine un’idea molto precisa di ospitalità. «Un grande cocktail può stupire», afferma Pistolesi, «ma una grande ospitalità è ciò che ti fa venire voglia di tornare. Ed è questa, secondo me, la vera firma di un bar».
Sira Kong, una nuova interpretazione del territorio

Con i signature ideati appositamente per Sira Kong, Patrick Pistolesi ha voluto raccontare un territorio attraverso le sensazioni. Nel menu ci sono dunque «cocktail che lavorano sugli agrumi del Sud, sulle erbe mediterranee e su una leggera componente salina che richiama immediatamente il mare del Salento. Non voglio fare un drink “tipico”, ma creare qualcosa che, al primo sorso, faccia pensare a una terrazza affacciata sui tetti di Lecce in una sera d’estate. Credo che oggi il territorio vada interpretato più che imitato».
La frisella in un gastro cocktail

Un esempio che vale per tutti è il signature Friso. «È probabilmente il cocktail che rappresenta meglio lo spirito del progetto. L’idea è nata da Davide Del Rosso, bartender di Drink Kong Monti e pugliese di Barletta. Quando abbiamo iniziato a pensare alla drink list mi è sembrato naturale lasciare a lui l’interpretazione di uno dei simboli della sua terra, e credo abbia fatto un lavoro davvero intelligente», prosegue Pistolesi. «Volevamo raccontare l’essenza della frisella: il pomodoro maturo, l’origano, l’olio extravergine, la sapidità e quella freschezza che tutti associano a una frisella d’estate. È a tutti gli effetti un gastro cocktail, ma con un approccio molto elegante. Dietro c’è una preparazione tecnica fatta di chiarificazioni, distillati e studio delle texture, però l’obiettivo finale resta sempre quello di creare un drink pulito, equilibrato e soprattutto piacevole da bere».
Sira Kong porta il Drink Kong a Lecce

La drink list di Sira Kong include anche «alcuni dei nostri signature più rappresentativi, come Synchronize, Canova e Gaijin, che negli anni hanno contribuito a definire l’identità di Drink Kong. Sono cocktail che raccontano perfettamente la nostra filosofia: ingredienti riconoscibili, equilibrio, tecnica e ricerca, sempre però al servizio del gusto», prosegue l’imprenditore italo-irlandese. «Volevo che anche chi non è mai stato a Roma potesse vivere un assaggio dell’esperienza Drink Kong direttamente a Lecce».
Il segreto di un pop-up di successo

A prima vista l’estetica e l’atmosfera di Drink Kong sono molto diverse dal quelle di Sira Rooftop Bar. Trovare il punto d’incontro non è stato difficile: «Per me Drink Kong è un modo di intendere l’ospitalità», dice Pistolesi. «Sarebbe stato un errore cercare di trasformare il rooftop del Patria Palace in una copia di Drink Kong. Quel luogo possiede già una personalità fortissima e una vista straordinaria sulla città. Abbiamo quindi fatto l’opposto: abbiamo lasciato che fosse Lecce a parlare, portando però il nostro metodo di lavoro, la nostra tecnica e il nostro modo di accogliere gli ospiti e di costruire i cocktail. Credo che un pop-up funzioni quando riesce a creare un dialogo tra due identità, non quando una cerca di sovrastare l’altra».
L’ospitalità al centro della scena

«Viviamo in un momento in cui si parla tantissimo di tecnica, fermentazioni, chiarificazioni e attrezzature: sono strumenti fondamentali, ma non bastano. Le persone ricordano soprattutto come si sono sentite». Per questo Patrick Pistolesi sottolinea l’importanza «delle cose fatte con il cuore. Significa dedicare tempo a un ospite, ascoltarlo, capire cosa desidera anche quando non riesce a esprimerlo chiaramente. Significa preparare il primo cocktail della sera con la stessa attenzione dell’ultimo. Dietro al bancone vuol dire pretendere qualità e precisione ogni giorno. Davanti al bancone significa creare una relazione autentica. Alla fine un grande cocktail può stupire. Una grande ospitalità, invece, è quella che ti fa venire voglia di tornare. Ed è questa, secondo me, la vera firma di un bar».
Foto courtesy Sira Kong






