L’accento francese e Lisandru, il nickname che utilizza sui profili social, tradiscono le sue origini corse, mentre l’eleganza e il sorriso rendono la sua ospitalità spontanea e genuina. Dopo anni trascorsi a cambiare città, Paesi e continenti, Alexandre Philippe Renoue ha scelto Kuala Lumpur per fermarsi. O almeno per provarci.
Alexandre Philippe Renoue riparte da Bar Trigona

«Sono arrivato a un momento della mia vita in cui voglio stabilizzarmi. Ho continuato a spostarmi da un Paese all’altro per fare più esperienza possibile. Volevo una vita veloce, ma adesso voglio iniziare a godermela». Da pochi mesi è beverage manager di Bar Trigona, il cocktail bar del Four Seasons Hotel Kuala Lumpur, e immagina già di poter restare anni. A una condizione, aggiunge ridendo: «Trovare un buon posto dove fare surf». La scelta racconta molto di una carriera costruita sul movimento.
Da Dubai all’Asia, la carriera nell’hôtellerie

Alexandre Philippe Renoue arrivò nel mondo alberghiero dopo un’esperienza da Zuma a Dubai, quando Shangri-La lo chiamò per lavorare alla nuova apertura di Colombo, in Sri Lanka. Disegnò il concept, formò la squadra e seguì il pre-opening, per poi restare come beverage manager. Fu il primo incontro con l’hôtellerie. I risultati gli aprirono le porte del flagship Shangri-La di Manila, dove seguì anche The Back Room nell’anno in cui il bar entrò nella classifica degli Asia’s 50 Best Bars.
Poi arrivò Four Seasons: prima Mumbai, quindi gli Stati Uniti, dove ha trascorso due anni a Nashville. Un desiderio che coltivava fin da bambino, ma che ha finito per chiarirgli dove vuole davvero stare. «Ho amato l’America, ho sempre voluto andarci. Ma è in Asia che mi sento a casa». A riportarlo a Est è soprattutto la passione. «Le persone qui vogliono l’eccellenza. Cercano attenzione per ogni singolo dettaglio. La propensione verso il servizio è naturale e i team vogliono essere motivati. I ragazzi hanno davvero voglia di apprendere». Dare l’esempio, quindi, è fondamentale: «La passione è universale. Se ce l’hai, la condividi. Le persone la percepiscono e ti seguono. Questo deve essere il nostro ruolo come leader».
Alexandre Philippe Renoue alla guida di Bar Trigona

Bar Trigona, del resto, Renoue lo osservava da tempo. Conosceva la reputazione costruita negli anni dal locale, che ha fatto della sostenibilità e del rapporto con ingredienti e produttori una parte sostanziale della sua identità. Quando gli è stato offerto il ruolo, la risposta è stata immediata: «Non ci ho pensato due volte e ho detto sì». Arrivare alla guida di un bar con una storia così definita impone però un esercizio più complesso dell’inventare qualcosa di nuovo. «Il piano per Trigona è non cambiare qualcosa che funziona». L’obiettivo è piuttosto tornare alle radici del progetto, valorizzando sostenibilità, singoli ingredienti, relazione con i farmer, e continuare quella legacy introducendo gradualmente qualcosa di personale. È una forma di rispetto che passa anche dal team.
Alexandre Philippe Renoue indica nella longevità della squadra uno dei maggiori punti di forza del bar: molti dei suoi membri lavorano qui da anni. «Significa che è un luogo in cui si sentono a casa. E quando loro stanno bene, possono far sentire accolti anche gli ospiti». A questo si aggiunge, racconta, la libertà concessa da Four Seasons alla squadra, condizione che permette al locale di continuare a sviluppare una personalità propria all’interno dell’hotel.
L’esperienza internazionale e la gestione degli hotel bar

L’esperienza internazionale ha insegnato a Alexandre Philippe Renoue anche a entrare in un nuovo mercato senza imporre un modello precostituito: un pre-opening, spiega, può diventare complesso proprio perché obbliga a confrontarsi con abitudini e culture differenti. Lo ha scoperto passando da Dubai allo Sri Lanka, poi a Manila e ancora in altri continenti. «Quando viaggi così tanto inizi ad assorbire tutte queste culture». A guidarlo è una frase del suo precedente general manager, che Renoue considera un mentore: «Sappiamo che c’è un problema.
Bene, ma qual è la soluzione? In realtà non esiste il problema, esiste soltanto la soluzione». Anche la lentezza che talvolta viene associata alle grandi strutture alberghiere assume, nella sua esperienza, un significato diverso. All’inizio il numero di reparti e approvazioni può sorprendere chi arriva dai cocktail bar indipendenti; poi quella struttura diventa un vantaggio. «È più organizzato. E quando entri nel meccanismo, riesci a fare ciò che è più giusto per dare impulso al bar». Nel suo percorso con Four Seasons, aggiunge, i diversi livelli dell’organizzazione hanno lavorato per rendere possibili i progetti e offrire il servizio migliore agli ospiti.
Il valore di un sorriso secondo Alexandre Philippe Renoue

Ed è proprio sulle persone che Renoue riporta continuamente il discorso. Un drink tecnicamente impeccabile, nella sua gerarchia, rimane soltanto una parte dell’esperienza. «Puoi fare i migliori cocktail del mondo. La cosa più importante però è il sorriso dell’ospite, quando torna o si ricorda di te». Da Bar Trigona ci sono clienti che varcano la soglia dopo quattro o cinque anni e chiedono di un membro dello staff o di un cocktail bevuto durante il viaggio precedente.
«Quando le persone sorridono e ti riconoscono, vale più di qualsiasi premio». A Kuala Lumpur questa filosofia incontra una cultura dell’accoglienza che Renoue dice di avere percepito immediatamente. Una città multiculturale, aperta, spontaneamente sorridente: una sensazione avvertita già consegnando il passaporto all’aeroporto. Al Bar Trigona la traduce in una formula elementare: «È il sorriso. Tutto riguarda il sorriso». Dietro la semplicità della frase c’è però una precisa idea di hotel bar: standard internazionali e servizio acquistano valore se riescono a produrre familiarità, facendo sentire ogni ospite a casa.
Una nuova stabilità a Kuala Lumpur

Quando è fuori dal bancone, Alexandre Philippe Renoue fa surf, si allena e ascolta hip-hop degli anni Novanta. Possiede circa 600 vinili, una passione resa logisticamente complicata da una carriera itinerante: una ventina di scatoloni lo stanno seguendo dagli Stati Uniti e i traslocatori finiscono puntualmente per odiarlo. È un dettaglio che rende quasi fisico il peso degli anni trascorsi in movimento. Questa volta, però, le scatole potrebbero rimanere chiuse per un po’. A Kuala Lumpur Renoue ha trovato ciò che cercava tornando in Asia: una squadra stabile, una cultura del servizio che riconosce come propria e un bar la cui storia non ha bisogno di essere riscritta. Il suo compito, adesso, è farla continuare.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Immagini courtesy Bar Trigona






