La nuova stagione di Morgana Cocktail Club, a Taormina, parte all’insegna di tre direzioni convergenti: i signature drink ideati dal bar manager Stefano Giummarra, un riposizionamento imprenditoriale e un restyling che punta a connessioni divine.
Bilanciare drink classici e miscelazione contemporanea

Stefano Giummarra si muove lungo un confine ricco di insidie, quello che ricerca un bilanciamento tra i grandi classici, la miscelazione contemporanea e l’utilizzo di ingredienti autoctoni siciliani. Semplice a dirsi, complesso a farsi: perché il giusto equilibrio tra questi elementi rischia di essere compromesso dal minimo dettaglio fuori posto.
Il nuovo menu di Morgana accoglie la sfida con baldanza. Fra le proposte ci sono un Margarita che unisce tequila, succo di limone fresco siciliano, liquore all’arancia e una crusta di sale al lampone. I distillati di agave, uno dei trend del momento, compaiono anche nel signature Cocorita, che combina tequila, mezcal, cordiale d’anguria e miele al peperoncino. Interessante pure un secondo signature, il Nayra, fatto con gin, liquore ai fiori di sambuco, rosa, cetriolo e lemongrass.
Morgana Cocktail Club, un’identità premium

Morgana Cocktail Club nasce nel 2001 come locale indipendente, grazie a Guido Spinello e Christian Sciglio. Negli anni ha saputo farsi notare, conquistare spazio e delineare un’identità molto precisa.
Nel 2025 arriva il passaggio sotto l’ala di Bella Repertoire, realtà imprenditoriale fondata dai due soci e attiva nei settori dell’ospitalità, dell’intrattenimento e della DMC. È un momento chiave, per Morgana: si tratta di mantenere lo spirito e la personalità delle origini nonostante lo scaling. Una sfida stimolante che, guardando alle premesse della nuova stagione, sembra puntare nella giusta direzione.
Il rinascimento della miscelazione siciliana con Stefano Giummarra

L’importanza di mantenere un’identità premium è motivata anche dall’evoluzione della miscelazione siciliana. Sono ormai lontani i tempi in cui il pubblico poteva contare quasi esclusivamente su una proposta fortemente stagionale e turistica, con drink commerciali, spesso pestati.
Ora il bere bene non è più relegato ad alcuni grandi hotel di lusso (alcuni proprio a Taormina), ma si è diffuso in locali che hanno abbracciato tecniche contemporanee e hanno saputo sfruttare al meglio la biodiversità della Sicilia, tra agrumi, mandorle, pistacchi, distillati locali e via elencando.
Un ottagono per guardare al cielo

Morgana Cocktail Club sfoggia anche un nuovo look. Il colore della stagione 2026 è il rosso e ci sono opere in découpage su foglia d’oro di Alessandro Florio. Inoltre il designer Salvatore Musumeci ha lavorato sulla forma geometrica dell’ottagono. Significa rifarsi a un poligono che Arabi, Normanni e Cristiani hanno utilizzato come emblema del passaggio dall’umano al divino. Come simbolo di resurrezione e rigenerazione.
In modo più prosaico, vale la pena di ricordare che il consumo (moderato) di alcol è spesso connesso all’idea dell’elevazione dello spirito: in numerosi riti ancestrali e anche nelle testimonianze di grandi esperti di cocktail come Charles H. Baker Jr. (1895-1987), autore fra le altre cose di The Gentleman’s Companion (1939).
Insomma, i cocktail di Stefano Giummarra potrebbero essere il viatico di illuminazioni, rivelazioni e grandi momenti di consapevolezza.


Immagini courtesy Bella Repertoire






