Directeur, il drink di CopperBay Lancaster

Parigi e i nuovi codici del bere

Parigi ha smesso di essere la città dei grandi hotel e dei classici impeccabili. La sua bar scene contemporanea sta fiorendo con nuove aperture di livello e indirizzi che alzano sempre di più l’asticella per esaltare un’idea di mixology al passo con le altre grandi capitali mondiali. Ecco così che tecnica, cultura gastronomica, sostenibilità e design convivono all’interno di drink list di valore, dove le miscele rappresentano linguaggi liquidi, capaci di condensare il carattere elegante e colto della città, spesso dal piglio ironico.

Dai pub ispirati ai locali inglesi, ai palace della Rive Gauche, passando per speakeasy nascosti e ristoranti italiani trasformati in porte d’accesso a universi liquidi, Parigi continua a ridefinire il proprio rapporto con il bere contemporaneo.

The Cambridge Public House, il pub britannico di Parigi

The Cambridge Public House racconta bene questa trasformazione. Nel Marais, Hugo Gallou e Hyacinthe Lescoët hanno preso l’idea del pub britannico e l’hanno filtrata attraverso la sensibilità parigina e una precisione da cocktail bar contemporaneo. Il risultato di giorno resta rilassato e quasi domestico, mentre la sera cambia ritmo, mantenendo una spiccata spontaneità. La drink list evolve costantemente, alternando classici britannici riletti e creazioni sperimentali costruite anche attraverso il recupero di ingredienti inutilizzati. La sostenibilità qui è parte strutturale del progetto, dal B Corp status alla piattaforma Shaken Leaf dedicata alla formazione del settore.

Little Red Door e l’agricoltura liquida

Uno dei cocktail di Little Red Door
Uno dei cocktail di Little Red Door

Se Cambridge lavora sull’ospitalità informale, Little Red Door continua a essere il laboratorio concettuale della città. Lo storico indirizzo del Marais, oggi nelle mani dello stesso duo imprenditoriale, con Agri/Culture ha costruito un menu che usa il cocktail come strumento narrativo per esaltare metodi e tecniche di agricoltura contemporanea, insieme a chi le utilizza. I metodi produttivi sono trasformati in struttura aromatica: acquaponica, agroforestazione, agricoltura rigenerativa, sono tutti drink che nascono da collaborazioni con produttori francesi.

Il CopperBay Lancaster a Parigi celebra i cento anni dell’hotel

Uno degli higball
del menu dedicato ai cento anni dell’hotel, CopperBay Lancaster di Parigi
Uno degli higball del menu dedicato ai cento anni dell’hotel

CopperBay Lancaster utilizza invece la memoria come materia narrativa. All’interno dell’Hôtel Lancaster, a pochi passi dagli Champs-Élysées, l’ultimo menu celebra i cento anni dell’hotel attraverso dieci cocktail dedicati alle figure che ne hanno attraversato la storia. Marlene Dietrich, Elizabeth Taylor, Richard Burton, artisti, direttori e membri dello staff diventano pretesto per riletture liquide che oscillano tra Old Fashioned, Bellini, Martini e New York Sour. Il rischio nostalgia è contenuto da una costruzione contemporanea, con uno storytelling elegante, coerente con un hotel che ha sempre lavorato sulla propria aura cinematografica.

Bar Joséphine, tra fumetti e cocktail

Il bancone di Bar Joséphine al Mandarin Oriental Lutetia Parigi
Il bancone di Bar Joséphine al Mandarin Oriental Lutetia

Al Bar Joséphine del Mandarin Oriental Lutetia, la mixology incontra invece il linguaggio del fumetto in un ambiente raffinato, dove gli affreschi dialogano con un bancone dall’allure sofisticato. La carta firmato Angelo Forte prende la forma di una graphic novel originale illustrata da Serge Clerc, costruita attorno al furto immaginario del libro segreto delle ricette del bar. Forte porta la propria sensibilità italiana in combinazioni che giocano con vermouth, basilico, capperi e peschiole, mantenendo equilibrio tra tecnica e narrazione.

Danico e il racconto francese di Parigi

Jacquouille, dall’ultimo menu Xplorer di Danico
Jacquouille, dall’ultimo menu Xplorer di Danico

Dietro il ristorante Daroco, nascosto oltre una tenda di velluto, Danico continua invece a rappresentare una delle espressioni più sofisticate della città. Nico de Soto chiude il ciclo dei menu Xplorer con una dedica alla Francia, trasformando il Paese in una mappa liquida fatta di territori, sapori e immaginari culturali. Dai richiami alla Tarte Tatin alle suggestioni di Réunion, passando per cocktail ispirati al Café de Flore, al Paris Brest o perfino alla Ratatouille, il menu attraversa gastronomia e cultura pop con notevole precisione tecnica. Chiarificazioni, distillazioni e costruzioni complesse sono parte integrante del progetto, ma riescono ad armonizzarsi con semplicità con il piacere del bere.

Daroco e la convivialità della Parigi contemporanea

La sala di Daroco, ristorante dalle atmosfere italiane
La sala di Daroco, ristorante dalle atmosfere italiane

Infine Daroco, che dimostra come a Parigi il confine tra ristorante e cocktail destination sia sempre più permeabile. Nato all’interno dell’ex flagship di Jean-Paul Gaultier, questo grande indirizzo dedicato alla cucina italiana vicino alla Bourse lavora su un’estetica scenografica, dove pizza, design e convivialità urbana convivono con una proposta beverage solida. Se Danico rappresenta il lato più tecnico e raccolto dello stesso ecosistema, Daroco offre il versante più sociale. È il tipo di luogo che racconta bene la Parigi contemporanea: meno ingessata, più internazionale, capace di trattare il cocktail come parte naturale del ritmo della città.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui