La vita è come un’etichetta. Bisogna saperla leggere: ante e retro, dal collo al fondo, per coglierne sfumature, dettagli, informazioni e messaggi. Per capire meglio chi si è e cosa si vuole essere, da dove si viene e dove si vuole andare. E se l’indicazione geografica di origine recita Wimbledon, già il prestigio aumenta. «Sono di Londra, di Wimbledon per la precisione, la patria del tennis», risponde orgogliosamente Anna Sebastian, che di corse sull’erba ne ha fatte molte, andando spesso sotto rete e realizzando molti ace. Grazie a un servizio di eccellenza: senza racchetta, senza fretta e con tanta gentilezza. Conquistando il mondo dell’accoglienza, set dopo set, e pure con qualche palla break. Merito di un privilegiato punto di osservazione: da dietro le quinte e da dietro un bancone.
Come è nato Anna Sebastian Hospitality

Inizialmente quello di bar e discoteche, in una Londra notturna, dinamica e vivace. «Finché, a un certo punto, ho iniziato a lavorare al Savoy, come hostess all’American Bar, ed è stato allora che ho capito davvero cosa significasse ospitalità. Ho trascorso sette anni al Savoy, formandomi e affiancando alcuni dei migliori professionisti del settore. Mi sono poi trasferita all’Artesian Bar del Langham Hotel, dove sono rimasta per altri quattro anni, gestendo la drink list, prima di scegliere, per un breve periodo, la strada da freelance. Circa due anni fa ho infine fondato Anna Sebastian Hospitality, società di consulenza specializzata nella strategia commerciale e creativa legata a progetti food & beverage, nel settore del lusso», racconta lei, tracciando genesi ed escalation di una carriera vincente. Che elegge Anna Sebastian non solo a figura di successo, ma a etichetta- icona, sinonimo di coerenza, personalità, affidabilità e credibilità.
Leadership, brand e identità nel mondo dell’ospitalità
«Oggi leadership significa avere un obiettivo. Racconto sempre quanto sia importante trovare il proprio obiettivo, perché, a prescindere da quello che si fa nella vita, quell’obiettivo sarà sempre ciò che motiva, ispira e permette di essere costanti. Io lo ripeto spesso: prenditi il tempo per trovare il tuo fine, fai quante più esperienze possibili e, lentamente, se non l’hai già trovato, lo troverai. Comprendi la responsabilità che hai come leader, l’influenza che puoi esercitare e il privilegio di plasmare non solo il tuo mondo, ma anche quello degli altri. Cerca di fare le scelte giuste; non sempre ci azzeccherai, ma vivi la vita con uno scopo, con la bontà nel cuore e con la massima intenzionalità. E, naturalmente, con un pizzico di umorismo». Consapevolezza, perseveranza, garbo e un tocco di ironia. Queste le virtù di Anna Sebastian, ma pure le qualità utili a implementare un marchio, un’insegna, una griffe.
Anna Sebastian e le strategie per un brand di successo

«Inoltre serve fiducia in sé stessi e in ciò che si fa. Tu e il tuo team dovete essere in grado di descrivere in tre parole cosa rappresenta il vostro brand: questo vi conferirà autorevolezza. In secondo luogo, una strategia è fondamentale: qual è la stella polare a cui fare riferimento per ogni dubbio e decisione? Anche i piccoli dettagli fanno la differenza. Definire una strategia permette allineamento, direzione e chiarezza nelle attività quotidiane, costruendo fiducia a lungo termine.
Non da ultimo, è importante guardare al quadro generale, all’obiettivo finale, qualunque esso sia, ma anche essere flessibili e cambiare rotta se necessario. Flessibilità e capacità di adattamento sono essenziali per qualsiasi brand, soprattutto nel mondo frenetico in cui viviamo. Certo, poi per trasformare un buon bar in un bar eccezionale serve avere un’identità chiara. Troppi locali cercano di accontentare troppe persone, quando in realtà è impossibile. Concentrati su chi sei e cosa rappresenti, e fallo davvero bene. A volte, iniziare con poco è meglio e permette di creare una solida base su cui costruire».
Anna Sebastian e la nuova idea di lusso
Sì, costruire accoglienza e senso di appartenenza in un mondo in metamorfosi, dove persino la percezione del lusso è mutata. «Credo che il lusso abbia subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, passando dai prodotti alle esperienze, fino ad arrivare al concetto di tempo. Stiamo assistendo a quella che io definisco Artificial Intelligence Revolution. Dobbiamo stare al passo, come accadde con le rivoluzioni agricola e industriale. Oggi le persone desiderano sempre più esperienze concrete, opportunità di scoperta di sé, momenti con un significato e uno scopo precisi». In una costante tensione all’ottimizzazione. Basti pensare a un trend divenuto virale su TikTok: quello del suffisso -maxxing. Che ha contaminato molti settori: dalla bellezza al benessere, dalla moda alla nutrizione, fino ai viaggi.
«Personalmente mi piace, perché mi rispecchio nella teoria di ottimizzare le idee e le esperienze, per vivere la vita al massimo. Abbiamo notato molti locali fare cose interessanti. Come il londinese Eve Bar di Adam Handling, che propone un incredibile menu a base di Champagne e caviale a un prezzo ragionevole, dimostrando come un prodotto considerato “di lusso” possa essere e debba essere accessibile», continua Anna. Che ha pure massimizzato il concetto di pari opportunità, valorizzando la figura femminile nella bar industry e dando voce a una volitiva community come Celebrate Her.
Celebrate Her, il valore delle donne

Pronta a tradursi in azioni tangibili: dall’organizzazione di panel ed eventi (anche con i Rosewood Hotels) a un sondaggio globale, destinato a raccogliere e analizzare i dati di settore; dai programmi di mentoring ai corsi di primo soccorso per la salute mentale. Allenando e alimentando un pensiero positivo. «Per le donne di tutto il mondo e di tutti i settori è giunto il momento di emergere e realizzare grandi cose. Ognuna di noi ha la possibilità di scegliere come gestire la propria carriera e credo sia fondamentale capire come ogni decisione abbia un impatto sulle future generazioni di donne. È fin troppo facile pensare che una sola persona non possa fare la differenza, in realtà può. Ogni volta che entriamo in una stanza abbiamo l’opportunità di lasciarla aperta alle donne che verranno dopo di noi. Credo fermamente che più un team sia diversificato meglio sia per tutti, per i clienti e per i colleghi. Il potere che un team può esercitare è cruciale per il successo di un bar».
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Immagini credits Emanuel Florentin, location Four Seasons Hotel London at Park Lane. Riproduzione vietata






