La sala di Volta del Fuenti, a Vietri sul Mare

Questo menu è un percorso tra sapori, pairing e paesaggi della Costiera Amalfitana

Chi conosce la Costiera Amalfitana sa che rappresenta un’esperienza imperdibile per gli occhi quanto per il palato. Così, al ristorante Volta del Fuenti, il nuovo menu Riflessioni 2026, La Costa in verticale legge il territorio come un percorso di degustazione strutturato per quote e trasformato in puro gusto.

Volta del Fuenti, un percorso tra mare, montagna e vini

Lo chef Michele De Blasi
Lo chef Michele De Blasi

Il ristorante guidato da Michele De Blasio, da aprile riaperto per la stagione all’interno di Giardini del Fuenti, segue un viaggio dal mare fino ai Monti Lattari, dove ogni piatto corrisponde a un’altezza, che a sua volta definisce un registro aromatico.

Stessa cosa vale per l’abbinamento vino, come sostiene Wladimir Giordano, restaurant manager dell’indirizzo fine dining premiato con la stella Michelin. «La costruzione della carta, sia food che wine, nasce dal principio di raccontare questa zona in maniera profondamente identitaria. Gli abbinamenti beverage seguono questa visione con un forte focus sui vini della Costiera Amalfitana e delle aree limitrofe, scelti non solo per affinità tecnica ma per la loro capacità di esprimere un luogo, una storia e una cultura».

I menu degustazione di Volta del Fuenti

Quota 1444 Monti Lattari di Volta del Fuenti

La lettura, tra piatti e calici, diventa immediata grazie a tre menu degustazioni suddivisi in Riflessioni (7 portate), Origini (6 portate) e Memorie (5 portate). A Quota Verde/Cromatismi della Costa Verticale, il piatto Gamberi, bernese al midollo e clorofille costiere esprime la sua delicatezza su un pesto di erbe di mare dalle note iodate. Tutto sostenuto da una bernese al midollo che tiene insieme dolcezza e profondità. «Questa interpretazione geografica e sensoriale ci ha guidati in modo naturale nella costruzione del pairing, portandoci a privilegiare abbinamenti strettamente territoriali, capaci di rispecchiare la stessa energia e la stessa anima del piatto».

Altro esempio. Quota 1444 / Monti Lattari, Provola alla pizzaiola possiede una struttura leggera che a ogni boccone racchiude un cuore affumicato e una mousse di pomodoro, estratto, ridotto e fermentato, lavorato per stratificazione. «Il risultato è un percorso immersivo, in cui anche il calice racconta suoli, microclimi e tradizioni, entrando in contatto diretto con le persone e le aziende che custodiscono e valorizzano questo patrimonio unico. Come un dialogo continuo tra cucina e vino».

I piatti che chiudono il viaggio sensoriale

Quota -5, Notte delle Lampare. Spaghetti al nero, colatura di alici e limone
Quota -5, Notte delle Lampare. Spaghetti al nero, colatura di alici e limone

E poi, sfogliando ancora la carta si trova Quota -5/ Notte delle Lampare. Spaghetti al nero, colatura di alici e limone giocano sull’equilibrio tra salinità e freschezza, mentre Quota -80 / Fondali costieri. Spigola, sedano e orzo chiude il percorso con un piatto costruito su un trancio di pesce delicato e burroso bagnato da una salsa minerale. «L’obiettivo di Volta del Fuenti è trasformare la cena in un viaggio esperienziale che coinvolge tutti i sensi. Ogni sorso e ogni boccone restituiscono un frammento della Costiera Amalfitana, dei suoi profumi, delle sue stratificazioni e della sua identità più profonda, lasciando all’ospite la sensazione di aver attraversato, in una sola cena, un intero paesaggio».

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Articolo realizzato in collaborazione con Volta del Fuenti

Immagini courtesy Volta del Fuenti