Il pairing fra cocktail e cibo bisogna farlo bene, o è meglio non farlo del tutto: Tres Monos, recentemente incoronato miglior bar del Sudamerica, ha optato per la prima ipotesi di lavoro. Cioè puntare a un risultato impeccabile. Il “partner in crime” è il ristorante 1986 Steak House che ha recentemente aperto a Miami. Dunque pesce, ma soprattutto carne alla griglia, e drink.
Tres Monos firma la drink list di 1986 Steak House

Muoversi in modo meticoloso ed efficace ha prodotto tre conseguenze. Intanto, l’idea che il progetto dovesse partire da zero, in modo da controllare ogni singolo elemento prima di aprire al pubblico, piuttosto che doversi inserire in un percorso già avviato e meno malleabile. 1986 Steak House è il suo primo progetto di Tres Monos negli Stati Uniti che inizia dalle fondamenta e da lì costruisce tutto il resto.
Inoltre, secondo elemento importante, la veterana bar manager Agostina Gerling si è trasferita per un certo periodo a Miami così che il contributo di Tres Monos potesse essere massimo. Ha personalmente addestrato il team di 1986 Steak House e ha supervisionato quotidianamente la creazione della drink list.
Infine, la collaborazione fra Tres Monos e 1986 Steak House è a lungo termine. Non dunque una partnership pensata per il lancio di un nuovo ristorante e poi basta, ma la costruzione di un progetto condiviso che intende evolvere nel corso degli anni.
La passione per i Martini

Charly Aguinsky, comproprietario e cofondatore di Tres Monos, ha sottolineato che l’accordo con 1986 Steak House è nato anche per ragioni di cuore. Tres Monos è di Buenos Aires, mentre Grupo Orfano, che possiede 1986 Steak House, ha trasformato in elemento identitario l’esaltazione della cultura gastronomica argentina (in ossequio alle origini argentine del fondatore Oscar Cremasco).
Insomma, 1986 Steak House ha unito questioni di cuore e questioni di business e ha prodotto la collaborazione di lungo termine fra due realtà che hanno radici in Argentina e sono interessate a farsi strada nel mercato statunitense. Quest’ultimo aspetto ha fornito un elemento importante al lavoro di preparazione della drink list.

«Tres Monos è famoso per i suoi cocktail innovativi, ma questo non ci impedirà di onorare la sacra tradizione del Martini delle steakhouse statunitensi. Ne serviremo di esemplari», racconta Charly Aguinsky. Il menu dei cocktail ha insomma due anime.
L’anima argentina della drink list di Tres Monos

L’anima più evidentemente argentina è rappresentata dall’uso di alcuni ingredienti tipici di quel paese o del Sudamerica in generale. Per esempio il chimichurri del Chimi Highball, cui si aggiungono whisky scozzese, ananas, miele e ginger ale.
Oppure la pianta erbacea huacatay che cresce non solo in Argentina, ma anche in Cile, Bolivia e Perù. Il drink Matetini la mescola con gin, vermouth, sherry e mate: anche quest’ultima di provenienza sudamericana. Tra l’altro, huacatay e mate compaiono, insieme al succo di mela, in uno dei cocktail analcolici preparati da Tres Monos: il Mate Collins.
Altre proposte messe a punto dalla bar manager Agostina Gerling sono più tradizionali, negli elementi che compongono il drink. Del resto, si tratta di avere un respiro internazionale e di dialogare con i piatti preparati da 1986 Steak House.
Diego Armando Maradona

Ultimo dettaglio, prima di chiudere. Stefano Cremasco, figlio del fondatore di Grupo Orfano e operating manager per il mercato USA, ha rivelato che il nome 1986 Steak House fa riferimento all’anno in cui la nazionale di calcio argentina ha vinto i mondiali. L’edizione è stata quella dominata dalla personalità e dal talento di Diego Armando Maradona.


Immagini courtesy Tres Monos






