A Trastevere, dal 2023 Jerry Thomas Bar Room è considerato un indirizzo di riferimento per la mixology italiana e internazionale. Valore aggiunto ai cocktail fatti bene, anche due dettagli non meno importanti: gli interni che si ispirano agli arredi dello storico treno Orient Express, ricreando perfettamente un’atmosfera d’altri tempi, e la direzione di Gregory Camillò, mixologist che ha dato lustro al locale fin dall’apertura con le sue creazioni.
Il signature per eccellenza del Jerry Thomas Bar Room
Della drink list merita la citazione il suo Champagne Martini. «Per richiamare le bollicine francesi, uno dei principali concept di Bar Room, abbiamo voluto lavorare sul Martini pensando a un complesso bouquet di un vino e acidità dello champagne», rivela il group operation manager il cui obiettivo principale è stato lavorare sulla percezione palatale della temperatura nel suo Martini.
«Abbiamo costruito una struttura di ingredienti che desse una sensazione fake di freddo più lunga rispetto a quella della temperatura del grande classico. Questo grazie a una combinazione di ingredienti e bilanciamenti, tra cui l’ice wine e l’aceto di champagne, che comunicano una sensazione di freschezza se la temperatura del drink dovesse scendere durante la bevuta». Il risultato è «un wet Martini dalle note che richiamano lo champagne, emblema del lusso espresso sia dalle bollicine in sé, sia da questo grande classico della miscelazione».
La ricetta dello Champagne Martini

Ingredienti
- 50 ml di gin
- 7,5 ml di champagne vermouth
- 0,5 ml di aceto di champagne
- 7,5 ml di ice wine
- 35 ml diluizione
Preparazione
Per ottenere lo Champagne Martini, cocktail pre-batched, imbottigliato e poi conservato in freezer a –10°C, preparare lo champagne vermouth attraverso una tintura madre dal bouquet complesso che profuma di spezie e botaniche amaricanti tipiche del dry vermouth, come l’assenzio. Le spezie devono essere infuse per ottenere un composto concentrato che viene poi aggiunto in piccole quantità allo champagne, così da ricreare il profilo aromatico di un vermouth su base bollicine.
A questo punto aggiungere anche una parte di ice wine, che apporta un profumo più ampio e una rotondità gustativa. Unire, poi, il gin e una punta di aceto di champagne per aumentare la sensazione di freschezza al palato e regalare una percezione di freddo costante dal primo all’ultimo sorso.
Decorazione
Un lemon coin a colorare e profumare il cocktail.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Foto di Alberto Blasetti x Coqtail – Riproduzione vietata






