Strucchi design che racconta il Novecento

Questo vermouth racconta il Novecento attraverso il design

Sul backbar le bottiglie diventando oggetti di design. Colore, forma ed etichetta raccontano il locale quanto un cocktail ben servito. Strucchi costruisce così la propria immagine, muovendosi tra prodotto e linguaggio visivo. L’idea è di Paolo Dalla Mora, imprenditore nel beverage internazionale. Durante una ricerca su Arnaldo Strucchi, autore nel 1907 di un testo importante sul Vermouth di Torino, ne rimane affascinato e ne trasforma il nome in una linea completa accompagnata da label ispirate alla grafica del Novecento.

Le etichette ispirate ai protagonisti Art Déco del Novecento

Strucchi Vermouth

Le etichette disegnate da Riccardo Guasco, pittore e illustratore, richiamano geometrie Art Déco, colori pieni e figure che reinterpretano totalmente i protagonisti dell’epoca. La label che rappresenta i codici visivi associati a Greta Garbo, simbolo dell’eleganza hollywoodiana, accompagna lo Strucchi Vermouth di Torino Bianco costruito su vino bianco italiano fortificato e aromatizzato con maggiorana, timo, salvia e semi di coriandolo.

Il mistero che si cela dietro al volto di Mata Hari, danzatrice e spia, invece ispira la label dello Strucchi Vermouth di Torino Rosso, ricco e profondo, tra scorza d’arancia e note legnose di china. La bottiglia dello Strucchi Vermouth di Torino Dry riprende l’iconografia legata a Josephine Baker. Qui zenzero e fiori di sambuco creano un profilo asciutto, in linea con l’energia cosmopolita di cui la performer fu protagonista.

Bitter e nuove edizioni Strucchi

Botte e bottiglia Strucchi

La reinterpretazione del magnetico Rodolfo Valentino si ritrova invece sullo Strucchi Bitter Rosso, costruito su rabarbaro, genziana, china e aloe. Lo Strucchi Bitter Bianco sceglie di evocare Amalia Panigati, maestra della pittura a fuoco su vetro, per esprimersi attraverso l’infusione di 15 botaniche. E poi ancora due novità. In esclusiva per Marks & Spencer Guasco celebra l’unione tra l’Italia e il Regno Unito con la speciale etichetta dello Strucchi Vermouth di Torino Rosso dedicata a Domizio Cavazza padre putativo del Barbaresco, e con quella dello Strucchi Vermouth di Torino Bianco, con la storia di Ada Coleman, prima donna bartender alla guida dell’American Bar del Savoy di Londra.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Articolo realizzato in collaborazione con Strucchi

Foto courtesy Strucchi