Giulia Cuccurrullo al bancone dell’Artesian Bar
Giulia Cuccurrullo al bancone dell’Artesian Bar

Giulia Cuccurullo, l’architettura dell’ospitalità

Vulcanica e vitale. Come il Vesuvio che l’ha vista nascere. Incessante e inarrestabile. Come il Tamigi che l’ha vista evolvere. Mescola esuberanza e fluidità, energia e costanza Giulia Cuccurullo, napoletana doc a Londra. Dove ricopre il ruolo di head bartender all’Artesian, inconfondibile icona della mixology mondiale (per ben quattro volte sulla vetta di The 50 Best Bars), nonché cocktail atelier del lussuoso Langham Hotel, in Portland Place.

«Siamo sulla curva, in fondo a Regent Street e di fronte a un’ottocentesca chiesa anglicana (la All Souls, progettata dall’architetto John Nash, ndr). La sera le sue luci cambiano, passando dal rosa al rosso e proiettando riflessi cangianti su una delle nostre finestre», racconta Giulia.

Gli esordi nel bartending di Giulia Cuccurullo e la formazione a Napoli

Giulia Cuccurullo, head mixologist dell’Artesian Bar all'interno del The Lanesborough di Londra
Giulia Cuccurullo, head mixologist dell’Artesian Bar all’interno del The Lanesborough di Londra

Cresciuta dietro un banco del liceo scientifico, per poi inanellare le aule della facoltà di architettura all’Università Federico II di Napoli. «In verità, studiavo e lavoravo. Iniziai al guardaroba, ma subito dopo passai al floor e dietro il bancone di un bar- discoteca di latino-americani. Mi piaceva l’idea di avere un contatto diretto con la realtà, realizzando qualcosa di concreto», continua lei. Che presto approda in una storica vineria partenopea, preparando drink, ascoltando gli insegnamenti del capo bartender e memorizzando le ricette.

«Serve memoria in questo mestiere. Ma serve pure tanta logica. E io sono governata dalla logica. Del resto, quasi tutti i cocktail sono riconducibili ai grandi classici. Basta conoscerne struttura e origine, poi è semplice ricordarne la preparazione. Cominciai ad appassionarmi talmente tanto che tutti i miei viaggi avevano un fine ben preciso: visitare i bar, frequentare i bar show e partecipare ai seminari. Per scoprire, osservare, assorbire, imparare. Ho investito molto nella mia formazione. Ed è lì lo switch. Quello al bancone può essere un passatempo, ma se lo scegli come professione devi metterci tutto l’impegno possibile».

La carriera a Londra e la nomina a head bartender

Wild Rose, da Alterego
Wild Rose, da Alterego

E Giulia Cuccurullo non ci mette solo impegno, ma pure tenacia e perseveranza. Andando spesso a Londra e all’Artesian. «Così, terminati tutti gli esami, mi venne naturale pensare alla City: era vicina, la conoscevo e mi avrebbe permesso di imparare meglio l’inglese. Mi dissi: vado e resto un’estate. Ecco, è un’estate che dura da ben tredici anni», svela ironicamente lei. Che comincia in un albergo, per poi conoscere Monica Berg, partire per Parigi, seguire la Senna e tornare all’amato Tamigi.

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Immagini credits Tiago Maya, Lateef Photography, courtesy Artesian Bar