Angelo Immorlano, bar manager Nobu Dubai

Angelo Immorlano, da Maiorca a Dubai

Angelo Immorlano, oggi bar manager di Nobu Dubai, ha origini pugliesi da parte del papà e un marcato accento spagnolo. Il suo percorso nel bar parte da una traiettoria inattesa, «Ho iniziato a Maiorca vent’anni fa, in un piccolo pub. Guardavo Holly e Benji e giocavo a calcio, non bevevo e non sapevo nulla dei locali». L’ingresso è casuale, ma l’interesse cresce in fretta. «Una mia amica mi ha regalato il primo libro di cocktail, con le ricette dei grandi classici, e da lì ho iniziato a studiare».

La formazione e il percorso internazionale di Angelo Immorlano

I Piatti più celebri di Nobu Dubai, insieme ai cocktail nuova drink list
I Piatti più celebri di Nobu Dubai, insieme al cocktail nuova drink list Croissant Bellini

Dopo gli anni di formazione sull’isola, la svolta arriva a Londra: «Tony Conigliaro mi ha mostrato cose che per me erano fantascienza». Così parte l’esperienza da Roka, poi da Zuma, prima Londra e a Dubai, «mia moglie aveva trovato lavoro qui. Dovevamo restare un anno, ma sono diventati dieci. Adesso mi sento a casa – anche mio fratello abita qui – insieme abbiamo costruito una bella famiglia». Il trasferimento negli Emirati accelera il suo percorso, fino a portarlo all’ultimo piano dell’Atlantis The Palm. «Da Nobu mi hanno dato subito carta bianca: ho cambiato standard, filosofia e approccio. La cultura giapponese mi è sempre piaciuta, anche da piccolo. Trovarmi qui oggi, nel tempio della gastronomia e della miscelazione nipponica, è molto coerente».

La mixology secondo Angelo Immorlano

La drink list appena svelata è costruita su un processo condiviso. «Il concetto è il bar team e inizia da un brainstorming collettivo. Partiamo da un tema, in questo caso gli strumenti giapponesi, e sviluppiamo idee insieme», racconta. «Il risultato gioca sulle aspettative. Ci piace creare cocktail che sembrano una cosa ma poi sono un’altra». Come il drink ispirato alla Michelada , che «Sembra una birra, ma non lo è. Abbiamo usato la banana al posto del pomodoro». Al centro del lavoro resta il gruppo. «Cerco di creare un ambiente sereno. A Dubai molti manager mettono distanza, io no: per me siamo tutti uguali e la crescita fa parte del mio metodo. I miei ragazzi li porto in viaggio, li supporto, sono diretto nei feedback».

Il team in crescita e la cura dell’hospitality

Interni Nobu Dubai Angelo Immorlano
Interni Nobu Dubai

La città intorno a Angelo Immorlano, intanto, cambia. «La community è molto più unita rispetto a dieci anni fa». E il futuro resta essenziale, «Voglio stare bene e vedere crescere il mio team». Alla base, una convinzione netta: «Il nostro è un business di persone, mentre i cocktail sono solo strumenti. È l’hospitality ciò che conta, e per me rappresenta connessione e cura».

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Foto di Mike Tamasco x Coqtail – Riproduzione vietata.