Unione tra cucina e drink

4 insegnamenti di Alto Cocktail Festival, giunto all’edizione 5

Come organizzare un festival che si faccia notare? Alto Cocktail Festival 2026, giunto alla quinta edizione, offre alcuni insegnamenti. Non è obbligatorio seguirli pedissequamente, anzi è meglio evitarlo perché ormai quella cosa specifica già esiste. Però si può trarne ispirazione. La formula sta nel trovare un format interessante, lavorare sulla sostanza, coinvolgere personalità di rilievo e ambientare il tutto in una location speciale.

Per verificare di persona il risultato basta recarsi a Cervia, da ALTO Rooftop capitanato da Niccolò Amadori. Alto Cocktail Festival 2026 parte sabato 23 maggio con l’evento di presentazione di Coqtail – for fine drinkers e prosegue fino a sabato 30 maggio tra guest e talk con tanti ospiti.

Il format di Alto Cocktail Festival

Niccolò Amadori ALTO Rooftop

La cocktail renaissance è nata sulla scorta di un movimento che aveva coinvolto la ristorazione, promuovendo un’attenzione particolare alla lavorazione competente di ingredienti di qualità (locali e stagionali). L’aumento del livello dei drink ha poi abbattuto il muro tra cucina e bar, favorendo un food pairing capace di andare oltre il tradizionale accostamento con i vini.

Ed ecco l’intuizione di Alto Cocktail Festival: fare del pairing il centro gravitazionale della kermesse, allargandolo anche al mondo della pizza d’autore. «L’evento nasce per raccontare un nuovo modo di intendere l’ospitalità contemporanea, dove cocktail, cucina e pizza non sono più mondi separati ma sempre più spesso parlano lo stesso linguaggio fatto di ricerca sull’ingrediente, tecnica e sensibilità gastronomica», racconta Niccolò Amadori, bar manager e ideatore dell’evento. «Ho pensato al festival come al luogo in cui queste visioni si incontrano per creare nuove esperienze per il pubblico».

La sostanza del Festival

Alto Cocktail Festival 2026 preparazione drink

Dice il proverbio: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Nel caso di Alto Cocktail Festival si tratta di mettere in campo un apparato di conoscenze e investimenti che eliminino il proverbiale mare, scongiurando il nefasto “vorrei ma non posso”. Niccolò Amadori ci ha messo del suo, facendo valere l’esperienza maturata a Milano, in Australia e negli Stati Uniti. E rivolgendosi a professionisti capaci di reggere la pressione e le aspettative. Non si giunge alla quinta edizione di un festival senza questo gruppo allargato. A prescindere dalla bontà del format.

Gli ospiti di Alto Cocktail Festival 2026

Festival mixology

Nell’ambito di un festival, che per sua natura è locale, è fondamentale prevedere collaborazioni con talenti che vengano da fuori: dall’Italia come dall’estero. Ecco perché ad Alto Cocktail Festival 2026 il magazine Coqtail– for fine drinkers sarà media partner.

Ed ecco perché ci saranno anche ospiti provenienti da Moebius e Lubna (Milano), da Aguardiente (Marina di Ravenna) da Fuba e Racine (Rimini), da Ruggine (Bologna) e da ‘O Fiore Mio (Faenza). E questo solo nella prima giornata del festival. In più sono annunciate guest internazionali e tre talk, secondo un calendario disponibile sul sito ufficiale.

La location

Location Alto Cocktail Festival 2026

Il vantaggio del bar Alto Rooftop è che si trova all’interno di Villa del Mare, un resort con annessa spa che si affaccia sulle spiagge della riviera romagnola. La struttura ha tutto quello che serve per ospitare il festival, che infatti non si svolge esclusivamente tra le pareti del cocktail bar. Alcuni appuntamenti sono previsti nella lounge dell’hotel.

Cosa succede e quando: gli appuntamenti di Alto Cocktail Festival 2026

Dopo l’opening party del 23 maggio, Alto Cocktail Festival si sviluppa secondo quattro eventi principali. Ogni sera si inizia con un aperitivo a base di live cooking e si prosegue con due pairing fra i quali scegliere: uno fra cucina a drink e l’altro fra cocktail e pizza e BBQ. A chiudere un live cooking di pizza che conduce gli ospiti fino alle ore piccole.

Foto courtesy Alto Rooftop