Un cocktail pairing d’eccellenza non è cosa semplice da realizzare, a maggior ragione se i drink devono dialogare con quello che è stato definito il miglior club sandwich del pianeta: da qui la sfida, e l’interesse, per il percorso di miscelazione orchestrato dal Mio Lab di Park Hyatt Milano, dove la ricerca gastronomica di chef Guido Paternollo incontra l’estro creativo del bar & lobby manager Alessandro Iacobucci Vitoni. La prima Club Sandwich Collection del rinomato albergo milanese, in scena ogni domenica a partire dal 14 giugno, è un’esplosione di gusto e abbinamenti.
La prima Club Sandwich Collection

La definizione “miglior club sandwich del mondo” non è priva di fondamento. Viene dal canadese Tyler Brûlé, direttore editoriale della rivista Monocle e voce autorevole nel mondo del lifestyle. Qualche anno fa, durante una visita in Italia, Brûlé fece tappa a Milano e si innamorò perdutamente del celebre tramezzino del Park Hyatt.
Alessandro Iacobucci Vitoni e Guido Paternollo sono partiti da qui per alzare l’asticella e mettere a punto la prima Club Sandwich Collection. È disponibile presso gli spazzi di Mio Lab, ogni domenica dalle 13:00 alle 16:00, ed è composta da sei opzioni differenti. Tutte prevedono un drink analcolico in alternativa a quello a base di distillati.
Il cocktail pairing d’autore

Per dare un’idea della Collection, impossibile non partire con il Taac: un classico di Mio Lab, una rivisitazione del Negroni che parla milanese grazie al nome e poi alla presenza di un gin aromatizzato allo zafferano. Non un distillato qualunque bensì il primo London dry nato a Milano, cui si aggiungono un vermouth bianco e un bitter bianco: un tocco di secchezza pulita per bilanciare la grassezza del Club Sandwich Formaggio. La proposta analcolica è rappresentata dal Collins Zero: gin dealcolato allo zafferano, limone, soda, sciroppo di zenzero.
Un twist del Bloody Mary è incaricato di dialogare con le ribs di manzo del Club Sandwich BBQ. Il signature si chiama Frida ed è una reinterpretazione più gastronomica del drink originale, con un accento particolare sulle note affumicate e saporite. Alessandro Iacobucci Vitoni lo prepara con mezcal, sherry fino, limone, pomodoro, spezie e mostarda: è la proposta più gastro-cocktail del lotto. La versione no-alcol sostituisce mezcal e sherry con un’infusione di Lapsang Souchong: un tè nero affumicato che evita di rinunciare alla spinta “strong” necessaria al dialogo con il cibo.
Dal Pisco Sour ai cocktail sparkling

Chi cerca un’opzione senza carne può rivolgersi al Club Sandwich Vegetariano. Il pairing è affidato a un Pisco Sour fatto con pisco, scotch whisky, pompelmo rosa, sciroppo d’acero e albume. Anche in questo caso, l’infusione di Lapsang Souchong sostiene gli equilibri organolettici del Pisco Sour Zero ed è un rimando alle note torbate del whisky.
Per il sofisticato Club Sandwich Astice un altrettanto raffinato Sparkling, il signature di Mio Lab a base di gin, ananas, zenzero e Franciacorta. Interessante l’alternativa analcolica preparata con birra dealcolata, ananas, sciroppo di zenzero e basilico.
Il Club Sandwich Classico non poteva che accordarsi a un altro classico: un Americano preparato miscelando bitter, vermouth e Angostura. Più contemporanea la versione senza alcol, che prevede bitter analcolico, soda e Grape Must & Spices: quest’ultimo è un ingrediente fatto in casa da Mio Lab e ottimo per conferire al drink corpo, astringenza e note speziate.
Tonno e Paloma?

Infine ecco il Club Sandwich Tonno: tartare di tonno rosso, ventresca sott’olio, cipolla di Tropea sotto aceto, erba cipollina, cheddar, pomodoro confit e maionese agrumata. Il pairing è con lo Still Paloma, che miscela gin, limone, sale e soda al pompelmo rosa salato. Il Paloma Zero ha i medesimi ingredienti, faccia eccezione per la presenza di un gin dealcolato.
Immagini courtesy Park Hyatt






