L’identikit dello champagne, la guida sulle etichette

Come si legge l’etichetta dello champagne?

Prima ancora di essere stappato, lo champagne si lascia riconoscere dalla bottiglia. Sull’etichetta, c’è tutta la sua storia. Come un identikit si parte dal nome, poi i lineamenti e si prosegue con i segni particolari, i tratti che ne raccontano provenienza, il carattere e il modo di porsi. O lasciarsi degustare. Dunque, i tratti principali.

Identikit dello champagne: informazioni su origine, dosaggio e produttore

Il nome champagne è la casata, quello che definisce l’origine e garantisce l’appartenenza a un territorio preciso. Subito sotto, la marca precisa, la maison o il produttore, come fosse il nome della famiglia di provenienza. Il carattere, invece, si legge nel dosaggio. Brut, Extra Brut, Demi-Sec, fino ai più dolci. La scala dello zucchero, dai pas dosé sotto i 3 grammi per litro ai doux oltre i 50, stabilisce il temperamento dello champagne. Come dire dal più teso al più gentile, al più aperto.

Blanc de blancs, blanc de noirs e rosé: cosa cambia

L’altezza e la corporatura stanno nei numeri. Il volume nominale della bottiglia e il grado alcolico danno la misura concreta del contenuto della bottiglia. Accanto, l’indirizzo completo fatto di nome dell’elaboratore, il comune e lo Stato, ovviamente Francia. Insomma, il luogo in cui vive, anche se le uve possono arrivare da zone diverse. I tratti somatici raccontano la composizione. Blanc de blancs indica un volto costruito su uve bianche, principalmente Chardonnay. Blanc de noirs segnala, invece la presenza di Pinot Noir e Meunier. Il rosépuò mostrare anche la dicitura Rosé de Saignée, che deriva da una macerazione e porta a una struttura più marcata.

Le sigle che completano l’etichetta dello champagne

Poi arrivano i segni particolari. Due lettere bastano per capire chi ha prodotto davvero quella bottiglia e in che modo. RM identifica il vignaiolo che coltiva le proprie uve e realizza il proprio Champagne. NM, invece, rimanda alle grandi maison che assemblano uve e vini provenienti da diversi conferitori. CM indica una cooperativa, RC un viticoltore che si appoggia a una cooperativa ma commercializza con il proprio nome. ND segnala un distributore, MA un marchio creato per un cliente specifico. La storia professionale dello champagne passa anche da qui, sintetizzata in un piccolo codice stampato sul bordo dell’etichetta.

La controetichetta racconta il profilo dello champagne

L’identikit dello champagne

A margine si trovano i dettagli amministrativi. Allergeni, simbolo legato alla pericolosità dell’alcol in gravidanza, lotto di produzione (che può comparire anche sul capsulone) e la dicitura “Produit de France”. Sono i suoi documenti, i dati che certificano e tracciano ogni sua peculiarità. Il passato emerge quando compare l’annata. Indica che tutte le uve provengono dalla stessa vendemmia. Se dichiarata, si ritrova anche sul tappo. Tutto qui? Macché, per quanto riguarda la controetichetta si leggono i vitigni d’origine, la data di dégorgement, suggerimenti di abbinamento enogastronomico, note sensoriali e certificazioni ambientali. Ecco, a questo punto l’identikit è completo. Lineamenti, carattere, storia. C’è tutto. Prima ancora del sorso, lo champagne ha già detto tanto.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

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