Negroni che passione shot Caffè Paszkowski

Caffè Paszkowski trasforma gli ospiti illustri in cocktail (e lancia il primo ready-to-drink)

Bere una memoria, una firma, un volto noto: è possibile grazie alla drink list del Caffè Paszkowski. Quattordici signature che rispondono alla domanda: che sapore hanno Tim Burton, Zucchero, Pippo Baudo, John Malkovich, Margherita Buy, Matthew McConaughey oppure Sandra Milo o ancora Roberto Benigni? Sono solo alcune delle personalità che, nel corso degli anni, hanno frequentato lo storico cocktail bar fiorentino lasciando una dedica nell’affollatissimo libro degli autografi. E le novità per la stagione estiva 2026 non finiscono qui: debutta infatti anche il PZK Bittersweet Signature, il primo ready-to-drink firmato Paszkowski.

Dall’archivio al bicchiere

PZK Bittersweet Signature Being

I nuovi signature sono veri e propri ritratti di quelle persone, un qualcosa che parla del loro carattere e di ciò che rappresentano. Un esempio è fornito da Sally, il cocktail che porta il nome della protagonista del film Nightmare Before Christmas (Tim Burton, 1993). La miscela di vermouth bianco, vodka, sciroppo di crème brûlée, funghi porcini e lamponi è lavorata in modo da esaltare le note di sottobosco e amalgamarle con elementi più dolci. Immaginario d’oltretomba innervato di tenerezza: caratteristiche del personaggio Sally come di Tim Burton. Il nero del bicchiere e le volute di fumo completano il ritratto liquido.

La musica di Zucchero Fornaciariè alla base di Lover-Dose, dove un vino rosso infuso con miele di castagno, mostarda e frutti di bosco dialoga con la profondità calda e avvolgente del cognac. In aggiunta c’è la nota fresca data dallo shrub di pera e vaniglia, per un drink che racconta l’anima passionale, rurale e blues di Zucchero.

Sbirulino è all’insegna dell’eleganza e dell’arguzia di Sandra Mondaini. Caratteristiche che prendono la forma di un cocktail dall’anima vellutata con gin, cagliatura di yogurt alla vaniglia, sciroppo di pesca) con un nerbo sottostante (liquore al caffè) e un finale amaricante dato da un amaro a base di erbe aromatiche.

Il trend analcolico e il food pairing

Interstellar menu PZK Bittersweet-Signatur

In ossequio a uno dei trend più forti del momento, Caffè Paszkowski dedica una sezione della drink list ai cocktail analcolici. Per esempio il Solero, nato a partire da Pippo Baudo e preparato con cedrata, passion fruit, mango, vaniglia, latte condensato e succo di limone. Oppure il Cold Spring dedicato a Billy Joel, in cui le suggestioni fredde (Cold) e calde (Spring) sono rappresentate da tè alle erbe e al limone, cordiale di Palo Santo, cordiale di abete rosso e mela.

Non poteva mancare, infine, la giusta attenzione per gli appetizer da affiancare ai drink: tutti fatti in casa (il pane è di produzione propria) e pensati per dialogare perfettamente con ciò che si trova nel bicchiere. Fra gli altri: il bao con guancia di maiale cotta a bassa temperatura e salsa kimchi o le montanarine con zucchine alla scapece e stracciatella.

Le note dolceamare del PZK Bittersweet Signature

Oscar signature PZK Bittersweet

Ulteriore elemento d’interesse è il debutto del primo ready-to-drink della casa, un amalgama che viene prodotto e imbottigliato a Firenze a partire da una ricetta creata dal bar manager Luca Manni e dai bartender di Caffè Paszkowski. È possibile ordinarlo al tavolo oppure portarselo a casa, ed è fatto con gin, vermouth e liquori allo scopo di ottenere un profilo aromatico fresco, con una piacevole morbidezza e una nota amaricante.

Immagini courtesy Caffè Paszkowski