Di solito i cocktail si gustano, si guardano, raramente si ascoltano. Forse mai. Esiste però un’eccezione rappresentata da Frequency Menu, la drink list del listening bar B-Side in Alta Badia, che propone una curiosa connessione tra frequenze sonore e mixology.
B-Side, una drink list modellata sulle vibrazioni

Frequency Menu è organizzato in base a specifiche frequenze espresse in Hertz. Urge un bigino scientifico: le frequenze, o vibrazioni, producono suoni, quindi note, quindi musica. Quelle basse producono suoni gravi, le alte producono suoni acuti, in mezzo c’è il mondo intero. Ogni vibrazione ha precise caratteristiche di profondità, tensione, luminosità. Più è bassa maggiori sono le sensazioni di densità e stabilità. Se è alta otteniamo slancio, luminosità. Equilibrio e calore sono invece connotati che emergono meglio nelle frequenze medie.
Dalle frequenze ai drink

L’idea di B-Side è partire dalle peculiarità dalle vibrazioni sonore (luminosità, stabilità, eccetera) per tradurle in concetti adatti a definire un cocktail: acidità, dolcezza, amarezza, struttura, texture. E siccome le frequenze generano un’esperienza fisica, non a caso alcune danze sacre ne fanno ampio uso, i drink puntano a trasferire quell’esperienza nell’ambito del gusto.
I cocktail da ascoltare

Frequency Menu è organizzato secondo le frequenze, in un ordine che va dalle più basse alle più alte. Sono nove in tutto, che corrispondono ad altrettanti signature cocktail.
Si parte con il profondo 111 Hz, i cui ingredienti principali sono tequila, mezcal e vermouth barricato. Si passa poi al 174 Hz a base di bourbon, bitter al cioccolato e sciroppo di datteri, e al 210 Hz con orchata, essenza di vaniglia, latte di riso e di mandorla.
Seguono 285 Hz realizzato con falernum, liquore, acido citrico e bitter all’arancia, 320 Hz a base di acqua al miele, soda alla camomilla e succo di limone e 396 Hz che miscela cognac, vodka e bitter all’arancia. Chiudono 528 Hz con gin, yuzu e sciroppo di zucchero, infine 741 Hz con l’accoppiata pisco e guava, e 852 Hz che miscela tequila blanco, pera e wasabi.
Ogni drink è associato a un QR code che permette di ascoltare la frequenza corrispondente, creando un legame diretto fra udito e gusto.
B-Side è un alpine Hi-Fi listening bar

B-Side ha inaugurato il 5 dicembre 2025 e rappresenta il progetto del cuore per i founder Christopher Sanchez ed Emanuela Pezzei. Si trova a La Villa, località turistica dell’Alta Badia dominata dalle vette delle Dolomiti: da qui un arredo che punta a una sobria eleganza fatta di legni, pietra e luci calde.
Al centro della scena un sistema Hi-Fi progettato su misura allo scopo di consentire un ascolto attento della musica e nel contempo una conversazione pacata. C’è una vasta collezione di dischi esclusivamente in vinile, in ossequio ai jazz kissa giapponesi, e la selezione spazia fra i generi più diversi: da Aretha Franklin ai Daft Punk, dal soul al jazz, dall’elettronica al rock. B-Side ospita frequentemente listening session di curatori selezionati: Sanchez e Pezzei ci tengono a sottolineare che non sono DJ. Ovviamente punta anche a collaborazioni con le migliori realtà della scena cocktail internazionale, per esempio lo staff del Paradiso di Barcellona.
Valgono in chiusura le parole di Christopher Sanchez: «B-Side nasce dall’idea che un luogo possa farti sentire meglio non perché lussuoso, ma perché autentico». Chiosa Emanuela Pezzei: «L’Alta Badia ha un ritmo naturale che invita a rallentare. Con B-Side abbiamo voluto creare uno spazio che rispetti quel ritmo e lo traduca in un’esperienza contemporanea».



Immagini courtesy B-Side






