Il bar oggi è una lente d’ingrandimento sul settore, che mette a fuoco persone, lingue, abitudini, aspettative e idee. È su questa linea che, dall’8 all’11 maggio, si muove Bar Domani 2026, Entering the future of mixology today, il progetto ospitato nella serra bioclimatica di Piano35 a Torino per la sua seconda edizione. Tema di quest’anno è Urban Nomadism, con un programma pensato per leggere e analizzare il lavoro dietro al bancone come un indicatore di ciò che sta cambiando nell’hospitality e nella mixology.
Il bartending come specchio del presente

Il bar tiene insieme ciò che la città disperde e lo fa grazie alla sua capacità di trasformare, in un momento condiviso, il flusso continuo di persone e storie. Seguendo questa filosofia, negli spazi torinesi di Piano35, Bar Domani 2026 per quattro giorni diventa la chiave di lettura per l’intero settore, che insieme, analizza il mondo del bancone attraverso numerosi momenti di dialogo. A partire dal welcome lunch del 10 maggio (12:30- 14:00), con la presentazione della drink list di Piano35 dal titolo Principles of emotional geometry, si avviano una serie di incontri interessanti.
Dopo aver esplorato lo scorso anno il concetto di Mentorship, quest’anno il programma ruota attorno al tema Urban Nomadism, riflettendo sul ruolo centrale del bartender. Il primo seminario realizzato in collaborazione con Coqtail – for fine drinkers, media partner dell’evento, è previsto il 10 maggio dalle 14:00 alle 15:15, con il titolo Bartending as a reflection of the world we live in, per aprire il confronto con una lettura del bar come spazio in cui si concentrano dinamiche sociali, economiche e culturali. Dove tecnica e creatività convivono anche con aspetti più negativi come velocità e stress. Qui, il bartender lavora come un interprete e osserva, traduce, anticipa i desideri del cliente. Il banco diventa un punto di contatto continuo tra differenze, dove ogni servizio richiede grandi adattamento e attenzione al dettaglio.
Talento italiano in movimento

Il pomeriggio del 10 maggio prosegue con il talk Esodo: lo strano rapporto tra Italia e i suoi professionisti nel mondo bar che,dalle 15:30 alle 16.30, sposta il focus di Bar Domani sulla visione dei bartender italiani che costruiscono il proprio percorso all’estero. Il passaggio riguarda soprattutto la crescita, il confronto e il riconoscimento di chi sceglie questa strada. Fuori dal Belpaese il settore si presenta con più opportunità e più investimenti sulla formazione, perché, nonostante l’Italia mantenga una forte identità, ancora oggi fatica a trattenere i suoi professionisti. Il nodo dell’incontro, dunque, resta la capacità di trasformare questo flusso in scambio costruttivo, creando connessioni tra chi parte e chi resta.
Mobilità e globalizzazione

Il lunedì il dialogo prosegue con nuovi seminari. Il tema, Bartender Diaspora: foreign everywhere sviluppa il concetto di una condizione sempre più diffusa. Il bartender si muove tra città, lingue e contesti diversi, costruendo un’identità che cambia nel tempo. Il bancone diventa luogo di osservazione e mediazione. L’11 maggio, dalle 10:00 alle 11:30, a Bar domani si raccolgono storie e relazioni di professionisti provenienti da tutto il mondo.
L’era digitale e la formazione

Il secondo seminario della giornata, dalle 12 alle 13, riguarda invece la Digital Awareness: la formazione nell’era digitale e porta il discorso sul piano operativo. Il digitale entra in ogni fase del lavoro attraverso comunicazione, gestione, analisi dei dati. La formazione si amplia e include strumenti che vanno oltre la tecnica. Costruire un’identità professionale, leggere i numeri, usare i canali in modo strategico diventa parte del mestiere. A Bar Domani, il punto si sposta sulla consapevolezza e sul saper usare questi strumenti per prendere decisioni e aumentare il valore del proprio lavoro.
Gli ospiti coinvolti in Bar Domani 2026

A Bar Domani, il programma riunisce numerose figure del settore che intervengono in ogni seminario. Il primo giorno Andrea Fofi porta l’esperienza organizzativa del suo Roma Bar Show, mentre Arina Nikolskaya racconta del suo lavoro sullo sviluppo di progetti con Shift Project. Shane Eaton parla di tendenze attraverso il suo canale Cocktail Pilgrim, la bar manager Alex Kharitonkina, alla guida Kayo in Sri Lanka, e il bar manager Arnaud Savard di Bar Bello a Montreal, contribuiscono al talk con prospettive operative maturate in contesti internazionali, tra gestione del team, costruzione dell’offerta e relazione con il pubblico. Sul fronte italiano, sono presenti i bar manager Dario Schiavoni di ByIt a Milano e Andrea Pagliarini di Feat in zona Barona.
La seconda giornata amplia il quadro internazionale con altri protagonisti del bar. Tra loro, Tess Mamakova, fondatrice di Noble Roots, Mark Lloyd alla guida del Wing Lei Bar di Macao, all’interno del Wynn Palace, e Jonathan Gabbay, head mixologist da Argo, al Four Seasons di Hong Kong. Ma anche Lewis Hart, founder di Laowai a Vancouver, e Lorenzo Querci, owner di Moebius e Lubna a Milano, rappresentano diverse visioni progettuali vincenti. Portabandiera del proprio Paese anche i team dei cocktail bar Jeffer Pisa con Fausto Bigongiali, R.E.M. Roma, Locale Firenze.
E non è tutto: durante la giornata sono previsti gli interventi di numerosi giornalisti ed esperti conoscitori del settore: Federico Bellanca, Giacomo Iacobellis e Daniela Garcea.
Le guest di Bar Domani 2026

A rendere più piacevoli le giornate di talk e seminari non mancano i cocktail. Sabato 9 maggio Alex Kharitonkina firma una selezione di drink creati ad hoc. Domenica 10 maggio, dalle 17:00 alle 18.30 Dario Schiavoni di ByIt a Milano e Andrea Pagliarini di Feat (in zona Barona) preparano i loro drink agli ospiti di Piano35. Dalle 22:30, tutti al welcome party che vede alternarsi dietro al banco Arnaud Savard, Lewis Hart, Mark Lloyd, più i rappresentante del Kaiyo, Srilanka e di Locale Firenze.
Lunedì 11 maggio, dalle 13:30 alle 15:00 ci sono Argo di Hong Kong e, dalla Polonia, Art Katowice. Mentre dalle 17:30 alle 19:30, è prevista la guest con R.E.M. Roma, grazie a Riccardo Bucci e Lorenzo Falasca, con le squadre di Noble Roots Belgrade e Peaches and Cream Zagreb.
Tutti professionisti che si susseguono al bancone di Piano35, portando il proprio approccio alla miscelazione, sempre in dialogo con la mixology di Simone Sacco e Ansony Murcia e dello chef resident Christian Balzo.
Foto di Mike Tamasco, courtesy Bar Domani – riproduzione vietata






