Dentro, un team di bartender che lavora a pochi metri dalla brigata della cucina. Fuori, il bancone con vista mare e le piscine che restano in attesa del sole estivo. Fino ad aprile Alto Roof Top Bar di Cervia, all’interno dell’hotel Villa del Mare Spa Resort, vive vicino ai fuochi, unendo il suo servizio allo spazio del ristorante fine dining e trasformando la stagione in un laboratorio condiviso.
Niccolò Amadori e la ricerca del sapore tra cucina e cocktail

Protagonista del bar, Niccolò Amadori, talentuoso bar manager che ha lavorato a New York, Sydney e Milano prima di tornare in Romagna dove ha portato anche l’idea di Alto Cocktail Festival, riunendo bartender e chef da tutto il mondo. «Ancora per due mesi lavoreremo fianco a fianco con la cucina, con l’intento di creare una situazione molto raccolta, quasi da speakeasy contemporaneo. Miscelare a pochi metri dalla brigata e dallo chef Leonardo D’Ingeo, crea un dialogo continuo fatto di abbinamenti che nascono in tempo reale e un servizio concentrato su ogni singolo bicchiere. È un modo che ci permette di affinare e testare ogni dettaglio in diretta», spiega il bar manager.
La filosofia della drink list di Niccolò Amadori

Poi, a primavera inoltrata, il bar torna a respirare all’aperto. «La parte esterna del rooftop ritorna a essere il nostro luogo naturale. E quando il bancone rientra tra le piscine e il mare cambiano i volumi: restiamo un american bar, ma con un flusso più importante di ospiti, soprattutto internazionali. Come dire: dentro sviluppiamo dialogo e precisione, fuori amplifichiamo l’energia in due assetti diversi ma complementari, che raccontano la stessa identità», continua. A tenere insieme queste due anime è la drink list di Amadori.
Si chiama Sapore, ed è il secondo volume di un percorso che sceglie nomi diretti come il gusto dei cocktail che la compongono. «Vogliamo che il cliente ritrovi nel bicchiere ciò che legge nel menu», spiega. «Con un nome semplice e sintetico desideriamo riportare l’attenzione su quello che per noi conta sopra ogni altra cosa: il sapore. Un concetto che racconta i viaggi che ci hanno regalato delle emozioni». Una posizione precisa in un momento in cui, secondo la lettura del bar manager, «ci si sta focalizzando troppo sull’estetica e sulla comunicazione, perdendo il focus sui drink fatti bene».
I cocktail di Sapore tra ingredienti e tecnica

Sfogliando la carta: Bergamotto è uno Spritz agrumato con vodka, vino di fichi e caramello. Mela lavora su un highball composto di whiskey, mirin, milky oolong tea e mela verde. Pera interpreta un gimlet con gin, pear eau de vie, cardamomo verde e pera. Be(a)t affonda nel registro terroso di un Margarita con mezcal, fiori di sambuco e barbabietola. Pistacchio rilegge il Mai Tai con rum, liquore alle mandorle amare, orzata di pistacchio, lime e mandarino verde.
Andando avanti: Carrot Cake diventa un Flip con bourbon, pimento, vaniglia, carote, cioccolato bianco, zabaione e mascarpone. Banana Split rilegge il Ramos su base tequila alle fave di cacao, liquore al pandan, sherry oloroso, banana, gelato alla vaniglia e albume. Solo per citare alcuni tra i drink più rappresentativi della carta di Alto, che lo chef Leonardo D’Ingeo, chiamato a guidare una nuova fase di crescita di uno spazio che intreccia cucina, mixology, design e ospitalità, affianca al suo menu di tapas.
Il menu tapas e l’eccellenza del sapore

«Il progetto Tapas Bar insieme a Leonardo è iniziato con l’inverno e continuerà anche nella stagione estiva», conferma Amadori, «solo che cambieremo ciclicamente i piatti». Il panzerotto fritto, servito da mezzanotte alle due, per esempio, cambia farcitura ogni mese. Il Pain perdu viene rivisitato con namelaka al cioccolato biondo, caramello mou e salvia fritta salata. La focaccia con pastrami di biancostato di vacca podolica, papavero e mayo Caesar introduce la parte più carnosa. Oppure, per chi ama il mare, il french toast accoglie una deliziosa tartare di gambero rosa, crème fraîche ai fichi, chips di gambero, polvere di lime nero e olio di crostacei. Buoni quanto un ponte di delizie tra il Sud e l’Adriatico, tra il gusto pieno e un’identità riconoscibile. Perché alla fine, Alto è proprio questo. Uno spazio che tiene insieme cucina e bar dentro un’unica visione: l’eccellenza del sapore.




Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Immagini courtesy Alto Rooftop Bar.






