«Per lavorare in un bar d’hotel bisogna uscire dalla propria zona di comfort». Giorgio Bargiani lo considera quasi il primo requisito del mestiere: «Se si vuole fare dell’ospitalità una carriera, credo sia necessario. È proprio la “scomodità” che ti fa imparare più velocemente, perché senti il bisogno di apprendere e di confrontarti con chi ti circonda».
Prima della tecnica, dei cocktail, persino della conoscenza delle lingue, viene la curiosità verso ciò che ancora non si conosce. Bargiani oggi è assistant director of mixology del Connaught Bar di Londra, tra i migliori bar al mondo, dove è entrato nel 2014 come barback e ha costruito un percorso che nel 2026 gli è valso il Bartenders’ Bartender Award di Europe’s 50 Best Bars. La sua educazione all’ospitalità comincia però molto lontano dal lusso.
Dagli esordi all’Isola d’Elba all’ospitalità di lusso

A sedici anni Bargiani parte da Pisa per lavorare in una discoteca a Capoliveri, all’Isola d’Elba. «Ero giovane e lavoravo con persone molto più grandi di me. Soprattutto, per la prima volta mi trovavo fuori casa con sconosciuti arrivati da tutta Italia». È il primo incontro con modi diversi di pensare e comportarsi. Anni dopo ritroverà la stessa lezione, su una scala completamente diversa, nell’hôtellerie: «Un hotel ti obbliga ad avere questa apertura, perché accoglie soprattutto persone che non sono del posto. Sarebbe irrealistico pensare di conoscere le abitudini di tutti, ma puoi essere aperto alla diversità».
Il valore della positività secondo Giorgio Bargiani



Serve curiosità, dunque. Poi disciplina. Bargiani arriva agli hotel dopo gli anni dei locali e delle discoteche e ricorda il momento in cui decide di cambiare passo. Seguono altre esperienze importanti come quella di Portofino, dove allo Splendido Mare incontra Santo Ayosa, uno dei professionisti che più hanno influenzato il suo modo di intendere l’accoglienza. «L’ho visto ribaltare delle situazioni difficili come mai nessuno. Aveva sempre un grande sorriso, un forte accento italiano quando parlava inglese e accoglieva le persone a braccia aperte».
Se qualcuno arrivava arrabbiato perché la camera non era pronta, e Ayosa non poteva risolvere il problema diceva, indicando la piazza: «Signori, guardate, ho organizzato questo angolo di paradiso per voi. Ovviamente Portofino era lì da secoli, ma quel gesto, quel linguaggio del corpo positivo, riusciva a tranquillizzare le persone».
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Foto courtesy Connaught Bar






