Bar d’hotel nuova destinazione per bere cocktail

Perché i grandi alberghi sono le destinazioni perfette per bere cocktail

Per bere un cocktail in hotel non serve avere una camera prenotata. Il bar è un motivo sufficiente per varcarne la soglia. I grandi alberghi lo sanno da oltre un secolo ma ora questa funzione torna a essere centrale: sostenuta da investimenti, nuovi modelli di gestione e da un pubblico disposto a entrare in hotel anche soltanto per bere un drink senza imbarazzo. I numeri più recenti arrivano dagli Stati Uniti. L’Hotel Beverage Study 2026 di NielsenIQ (NIQ) e dell’American Hotel & Lodging Association (AHLA) fotografa le abitudini di consumo all’interno dei bar d’hotel con una ricerca che coinvolge 5mila frequentatori di strutture alberghiere e oltre 50 grandi marchi dell’hôtellerie.

I nuovi consumi e le opportunità per l’hôtellerie

Bar d’hotel nuova destinazione per bere bene

Tra i dati raccolti, uno riguarda direttamente i cocktail: nei prossimi dodici mesi il 27% degli intervistati prevede di fermarsi a bere proprio in albergo per un aperitivo o un dopocena. Secondo TGP International, società di consulenza specializzata in hospitality e food & beverage, la capacità di attirare residenti, professionisti e clientela esterna può rendere più solida la gestione di bar e ristoranti d’hotel. Ampliare il pubblico consente infatti di sfruttare meglio gli spazi durante la settimana e ridurre la dipendenza dall’occupazione delle camere.

La storia dei bar d’hotel a Londra, dal Savoy al Connaught

Bar d’hotel destinazione cocktail

L’abitudine a frequentare i grandi alberghi anche al di là del soggiorno ha però radici lontane. Londra è forse l’esempio più evidente di quanto il bar possa diventare una vera destinazione. Lo dimostra la storia che parte da lontano: l’American Bar del Savoy risale al 1893 e il suo bancone, frequentato negli anni da viaggiatori, londinesi e personalità internazionali, ha contribuito ad affermare l’hotel come luogo in cui entrare anche semplicemente per bere. A costruirne la fama, figure decisive per la storia della miscelazione, come Ada Coleman, arrivata nel 1903 e creatrice dell’Hanky Panky, e Harry Craddock, che le succedette alla guida nel 1925 e nel 1930 pubblicò The Savoy Cocktail Book.

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