elegante attraverso un linguaggio estetico senza garnish, focalizzato sui materiali come i bicchieri e il ghiaccio, permettendo così all’arte liquida di esprimersi attraverso elementi visivi chiari e decodificati in un contesto spaziale che non è lasciato al caso. Il risultato? Lissa confida che lei stessa è soddisfatta di un locale che ogni sera la sorprende per l’equilibrio perfetto tra musica, socialità, cocktail e intrattenimento. Ogni cliente passa naturalmente dall’ascoltare della musica in vinile brasiliana e italiana a bere un ottimo drink, soffermarsi in chiacchiere con il vicino di bancone o anche solo esserci per vivere una costante transizione di esperienze in un unicum di spazio e tempo. Ospiti, bartender e deejay fruiscono del medesimo spazio in un ritmo ed equilibrio che avvolgono e coinvolgono. «Per me», conclude Lissa, «il punto di partenza sono sempre le intenzioni più che le forme, come direbbe un qualsiasi collega architetto. Prima di pensare ai materiali e al layout, cerco di capire quale energia voglio portare all’interno di un determinato spazio, quale ruolo deve assolvere il bar nel contesto culturale in cui si trova e soprattutto, quale esperienza voglio regalare al mio ospite». Questa è la vera misura dell’ospitalità. COQTAIL 32 INTERVIEWS Lissa Barquero, architetto e co-founder di Otro Bar

Lissa Barquero, tra bar e architettura: come progettare gli spazi dell’ospitalità

Gli spazi da abitare, da vivere per lavoro o per piacere, sono tutti frutto di un’attenta riflessione su misure ed equilibri tra obiettivi e destinazioni d’uso. Più che altrove, i luoghi dedicati all’intrattenimento, alla socialità e al mondo dell’ospitalità si fondano su precise regole che non sono, però, un ostacolo alla creatività e al talento. Lissa Barquero, direttore creativo, designer e giovane architetto del Costa Rica, rappresenta quel talento che sa applicarsi in qualsiasi disciplina riuscendo a seguire le intenzioni e le declinazioni di un’idea.

Il background di Lissa Barquero tra architettura e ospitalità

Lissa Barquero, co-founder di Otro Bar
Lissa Barquero, co-founder di Otro Bar

La sua è una storia di formazione unica e personale, dove gli studi e la pratica della professione di architetto si sono spontaneamente indirizzati verso l’ospitalità. «Nonostante i miei genitori siano rimasti perplessi di fronte alla mia decisione di dedicarmi al mondo dell’ospitalità, frequentando il Basque Culinary Center, io stessa cercavo di capire come collocarmi e come avrei potuto concettualizzare gli spazi, costruirvi narrativa ed esprimere appieno l’intenzione dietro il progetto». Grazie all’incontro con i fratelli imprenditori Manuel e Fernando Crespo e il primo locale, il ristorante Isolina a San José, Lissa ha avuto modo di misurarsi con edifici dedicati a un’esperienza di ospitalità improntata al design e restauro di un edificio antico. Ma è con il nuovo locale aperto da pochi mesi, che si esprime appieno tutta la sua capacità di sentire gli spazi, di adattarli e abitarli in modo che siano esattamente ciò che aveva in progetto di creare.

Otro Bar e il progetto di un listening bar contemporaneo

Gli interni del listening bar al primo piano della Cantina La Buenos Aires, courtesy Otro Bar
Gli interni del listening bar al primo piano della Cantina La Buenos Aires, courtesy Otro Bar

Otro Bar nasce al secondo piano di un edificio del 1905, sopra una cantina tradizionale, molto popolare in città, dove le persone si ritrovano per una birra dopo il lavoro. Da qui il nome stesso del locale e l’ispirazione di costruire un “altro bar” in cui potessero convivere anime diverse e che fosse esattamente all’opposto del locale sottostante ovvero un listening bar con un fluire dinamico tra musica, miscelazione contemporanea e ospitalità. «È stato un lavoro sulla relazione tra flussi operativi, atmosfera, visibilità più che sulle proporzioni fisiche. Volevo un luogo bello, funzionale, vivo dove bartender, deejay e clienti interagissero in modo armonico».

Non esiste una vera proporzione, come spiega Lissa Barquero, tra quanto spazio è destinato al bar e quanto alla socializzazione e quanto alla musica. Ogni dettaglio – dai due banconi in acciaio alle cocktail station, alla zona destinata alla consolle del deejay– è stato pensato, affinché nulla sia nascosto al cliente, che può vivere ed esperire direttamente la creazione del suo drink. La prossimità è la misura con cui tutto è stato strutturato e disposto, in modo che gli spazi risultino fattori essenziali per vivere un’esperienza multisensoriale, per essere un facilitatore di quell’ospitalità che è diventata, per Lissa, il completamento della sua stessa formazione di architetto.

Cocktail design, musica e atmosfera

Interni listening bar Otro Bar
Interni listening bar

Se la sua prima funzione è stata quella di direttore creativo, Lissa Barquero ha però lavorato a stretto contatto con tutto lo staff di bartender e lei stessa si trova spesso dietro il bancone, per essere ancor più l’anima di questo listening bar. La sua drink list è infatti una via per combinare il design con l’arte liquida, con un incontro estetico tra prodotti locali, gestualità, atmosfera e musica.

Anche per questo motivo i cocktail di Otro bar non sono semplicemente creati partendo dagli ingredienti, ma guardando anche alla texture, al colore, all’estetica e alla relazione con tutti gli altri elementi dell’ambiente con cui interagiscono. Per esempio, l’attuale menu è stato il risultato di una lunga riflessione sulla missione del locale, ossia un listening bar che deve mantenere una linea di miscelazione pulita, innovativa ed elegante attraverso un linguaggio estetico senza garnish, focalizzato sui materiali come i bicchieri e il ghiaccio, permettendo così all’arte liquida di esprimersi attraverso elementi visivi chiari e decodificati in un contesto spaziale che non è lasciato al caso.

La visione dell’ospitalità di Lissa Barquero

Dettaglio del design studiato da Lissa
Barquero, courtesy Otro Bar
Dettaglio del design studiato da Lissa Barquero, courtesy Otro Bar

Il risultato? Lissa confida che lei stessa è soddisfatta di un locale che ogni sera la sorprende per l’equilibrio perfetto tra musica, socialità, cocktail e intrattenimento. Ogni cliente passa naturalmente dall’ascoltare della musica in vinile brasiliana e italiana a bere un ottimo drink, soffermarsi in chiacchiere con il vicino di bancone o anche solo esserci per vivere una costante transizione di esperienze in un unicum di spazio e tempo. Ospiti, bartender e deejay fruiscono del medesimo spazio in un ritmo ed equilibrio che avvolgono e coinvolgono.

«Per me», conclude Lissa, «il punto di partenza sono sempre le intenzioni più che le forme, come direbbe un qualsiasi collega architetto. Prima di pensare ai materiali e al layout, cerco di capire quale energia voglio portare all’interno di un determinato spazio, quale ruolo deve assolvere il bar nel contesto culturale in cui si trova e soprattutto, quale esperienza voglio regalare al mio ospite». Questa è la vera misura dell’ospitalità.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Foto di Emanuel Florentin x Coqtail – Riproduzione vietata