Hong Kong è una città difficile da sintetizzare. Corre veloce, cambia pelle, alza continuamente il proprio skyline, ma conserva una fedeltà ostinata verso i propri rituali quotidiani, i mercati, l’artigianato, il cibo di strada e le memorie urbane che resistono alla trasformazione. È proprio da questa tensione tra ultramodernità e identità locale che nasce Echoes, la nuova drink list di DarkSide, il cocktail bar del Rosewood Hong Kong, firmata dal bar manager Marco Maiorano.
La cultura locale che ispira i cocktail di Echoes

«Hong Kong è una metropoli molto internazionale, ma allo stesso tempo rimane profondamente fedele al proprio contesto culturale. Passeggiando per i mercati ho iniziato a raccogliere suggestioni che poi sono diventate cocktail», racconta Maiorano. Il menu, che debutta nel mese giugno, si sviluppa attorno a tre pilastri chiamati Craft, Taste e Culture, inserendosi perfettamente nella filosofia Rosewood di costruire esperienze radicate nel territorio. «L’idea è lavorare sempre partendo dalla cultura locale», conferma il bar manager.
Craft e l’artigianato cittadino

La sezione Craft guarda all’artigianato cittadino. Chic & Candied rilegge il Margarita attraverso il pomelo, agrume simbolico utilizzato integralmente con succo, scorza, foglie e albedo. Il servizio amplifica la costruzione, con un arm band che sostiene la garnish e la parte bianca del frutto trasformata in caramella. All Eyes on Me omaggia invece uno dei codici visivi più riconoscibili di Hong Kong. Qui la collaborazione con un artigiano locale ha portato alla creazione di un coaster LED che illumina dal basso un blocco di ghiaccio inciso con il logo del bar. «Attraverso la luce del neon il ghiaccio sembra quasi emergere dal bicchiere». Più teatrale The Dragon’s Beat, ispirato alla Dragon Dance del Capodanno cinese, è servito in un contenitore creato appositamente come una maschera di drago.
Taste e la memoria gastronomica nella drink list Echoes

Con Taste, DarkSide entra invece nella memoria gastronomica quotidiana. Just Three Minutes nasce dagli instant noodles, comfort food notturno per eccellenza. «È il classico comfort food da after party: torni a casa e in tre minuti hai qualcosa di pronto». Il cocktail è un punch ai noodle di gamberi che richiama la struttura di un Vesper Martini in chiave più morbida, servito in una bowl bianca e blu con due grissini a evocare le bacchette cinesi.
La cultura del tè di Hong Kong entra invece in un drink ispirato al pineapple bun, servito alla spina con nitrogeno anziché CO 2, per ottenere una texture cremosa. «Il tè tradizionale di Hong Kong contiene spesso latte condensato, quindi volevamo ricreare quella stessa cremosità». Più spiazzante You’re Soy Cool, che prende la Piña Colada e la attraversa con un caramello alla salsa di soia, introducendo una salinità che ridisegna completamente il profilo del drink.
Culture: le tradizioni urbane diventano cocktail

La sezione Culture lavora sull’eredità urbana. Il tema dello snake wine, liquore tradizionale con serpente in bottiglia, diventa un Martini costruito con snake fruit e servito in un contenitore custom con serpente in ceramica. «Ovviamente non utilizziamo il serpente vero», scherza Maiorano. Un altro cocktail guarda alle castagne arrosto, tradizione invernale che Maiorano sente sorprendentemente vicina. «Mi ha colpito perché è una cosa che sentiamo molto anche nostra, molto italiana». Catch It If You Can, infine, recupera una memoria quasi scomparsa: quella dei venditori ambulanti che lanciavano olive fermentate e dolci direttamente alle finestre.
«Oggi con gli skyline sarebbe impossibile, ma a Temple Street trovi ancora qualcuno che mantiene viva questa memoria», svela il bar manager di DarkSide. Così, tra le sue pagine, Echoes rappresenta un archivio liquido di Hong Kong. «È una città che non dorme mai, con l’energia di New York o Londra». Ma ciò che continua a renderla unica, per Maiorano, è altro. «Nonostante lo sviluppo ultramoderno trovi ancora artigiani che lavorano in modo autentico. Questa appartenenza alla tradizione è qualcosa che sento molto vicina al mio essere italiano».


Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Immagini courtesy Rosewood Hong Kong






