Manja Stankovic, Group Beverage Manager di Rikas Hospitality Group

Come Manja Stankovic ha costruito l’identità di Mimi Kakushi

Il racconto di un bar è efficace quando presenta un’identità precisa e replicabile, consolidata nel tempo con metodo e visione. Manja Stankovic, alla guida del programma beverage di Mimi Kakushi, si muove dentro questo equilibrio con un percorso che parte lontano. «Ho iniziato quasi per caso, in un ristorante di quartiere. Mi hanno detto: puoi fare il bartender, ma devi studiare. Ho scelto il flair e da lì è diventata un’ossessione».

Il trasferimento a Dubai di Manja Stankovic

Interni Mimi Kakushi
Interni di Mimi Kakushi

Dalla Serbia, dove arriva anche la notorietà televisiva, il passaggio a Dubai nel 2013 segna un cambio netto: «Sono venuto in vacanza e sono rimasto. Lì ho capito che sapevo fare solo flair, quindi ho ricominciato da zero, lavorando in hotel e ristoranti per costruire una base vera». L’ingresso da Rikas Group accelera tutto. «Quando sono arrivato c’erano due ristoranti, oggi sono decine. Ho partecipato allo sviluppo di più di cinquanta progetti: ogni luogo ha un’identità diversa e la sfida è trovare le persone giuste per interpretarla».

L’identità di Mimi Kakushi

A fare la differenza resta la coerenza del concept. «Mimi Kakushi non è cambiato molto nel tempo, perché fin dall’inizio abbiamo seguito una direzione chiara. È un mondo anni Venti, giapponese ed elegante», racconta Manja Stankovic. È proprio questa precisione a distinguere il locale nella scena di Dubai. «Molti hanno provato a replicare modelli esistenti. Noi abbiamo scelto un’altra strada, più legata all’esperienza che al volume. L’ospite cerca tempo, attenzione e relazioni autentiche».

La drink list cinematografica firmata da Manja Stankovic

La drink list Mimi Kakushi
La drink list si legge su un totem oppure su dischi che racchiudono delle diapositive

Anche la drink list segue questa logica, con una dedica al mondo del cinema: le ricette sono abbinate a pellicole d’epoca, e a ognuna è legato uno spezzone del film, da guardare in bianco e nero sullo schermo alle spalle del bancone. «Il drink arriva alla fine, ma è parte di un sistema più ampio. Oggi puoi bere bene ovunque, quello che cambia è l’esperienza».».

Il Martini servito su trolley, scolpito nel ghiaccio davanti all’ospite, sintetizza questo approccio, perché «Non abbiamo reinventato nulla, ma abbiamo creato un momento che resta impresso nella memoria». In una città che evolve rapidamente, Mimi Kakushi mantiene una linea riconoscibile. «Essere autentici è ciò che porta le persone a tornare da noi. Tutto il resto passa».

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Foto di Mike Tamasco x Coqtail – riproduzione vietata