Giù il cappello di fronte al cocktail Oaxaca Old Fashioned. Non un semplice twist bensì la variazione sul tema che, quasi da sola, ha costruito la fortuna del mezcal nella miscelazione contemporanea.
Oaxaca Old Fashioned, la storia
Per capire l’importanza dell’Oaxaca Old Fashioned è necessario pensare che a metà degli anni Duemila pochi conoscevano e apprezzavano il mezcal, e praticamente nessuno aveva idea di come utilizzarlo in un drink.
La svolta avviene a New York City, una delle grandi capitali della mixology, un luogo capace di fare germogliare un trend e diffonderlo in tutto il pianeta. La notte di Capodanno fra il 2006 e il 2007 assiste all’apertura del bar Death & Co, destinato a diventare un’istituzione del movimento legato ai craft cocktail. Dietro il bancone c’è il bartender Phil Ward ed è lui a inventare l’Oaxaca Old Fashioned.
L’Oaxaca Old Fashioned e il mezcal
Nel corso del 2007 Ward fa esperimenti con il mezcal, un distillato che conosce relativamente poco ma che ritiene abbia interessanti potenzialità. Assaggia, prende appunti, fa esperimenti, poi lo utilizza in due twist del Daiquiri. Infine mette a punto la ricetta dell’Oaxaca Old Fashioned.
Una sera la propone a un avventore abituale, uno di quelli che non arrivano al Death & Co per gustare un drink già noto, ma che vanno lì proprio per essere i primi ad assaggiare le novità. Il successo è immediato e in men che non si dica l’Oaxaca Old Fashioned conquista un posto di primo piano nella drink list del locale.
Il cocktail di Ward prevede molto più tequila che mezcal. Un fatto che molti hanno giudicato funzionale alla diffusione del mezcal fra il pubblico, perché presente all’interno di un drink che lo tiene in secondo piano rispetto a un distillato più noto (tequila) e quindi meno intimidatorio.
Un nome esplicativo
Un cocktail non puoi presentarlo agli avventori senza dargli un nome, ma non è chiarissimo chi se lo sia inventato. Probabilmente è stata opera di Dave Kaplan, cofondatore del Death & Co insieme a Ravi DeRossi.
In ogni caso, non si è trattato di un grosso sforzo creativo. L’Old Fashioned è il cocktail di partenza, e il twist è rappresentato dalla sostituzione del bourbon con tequila e mezcal (più dello sciroppo di agave). Di suo, Oaxaca è lo stato del Messico meridionale in cui si produce tantissima parte del mezcal. Che era il distillato su cui stava facendo esperimenti Phil Ward. Insomma, da cosa è nata cosa e il nome si è imposto da sé.
La sua forza sta nell’essere esplicativo: comunica con chiarezza che cos’è il cocktail, è di facile comprensione e memorizzazione. Insomma funziona, e tanto basta a sorreggere la fortuna dell’Oaxaca Old Fashioned.
Oaxaca Old Fashioned, la ricetta

La ricetta che segue è quella originale di Phil Ward, così come si ricava da un libro di Robert Simonson dedicato all’Old Fashioned.
Ingredienti
- 45 ml tequila reposado
- 15 ml mezcal
- 7,5 bar spoon sciroppo di agave
- 1 dash Angostura
Procedimento
Prendere un bicchiere old fashioned e inserire un unico, grosso cubo di ghiaccio. Aggiungere tutti gli ingredienti e mescolare fino a ottenere il giusto raffreddamento.
Garnish
Prendere una scorza d’arancia, avvicinarla al bicchiere e strizzarla in prossimità di un fiammifero acceso, in modo che gli oli essenziali prendano fuoco per un istante. Poi appoggiare la scorza sopra il cubo di ghiaccio.
Foto di Emanuel Florentin x Coqtail, location Bob Milano – riproduzione vietata






