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Oroboro, distillati che diventano storie
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Redazione·
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·Ottobre 15, 2024

Oroboro, distillati che diventano storie

C’è chi dice che in un bicchiere si nasconda l’anima di chi lo ha creato. Ma cosa succede quando quel bicchiere diventa una pagina di un magazine, un’illustrazione, una storia multimediale? Compagnia dei Caraibi risponde con la seconda stagione di Oroboro, trasformando il proprio catalogo commerciale in un’esperienza editoriale dove ogni distillato premium o mixer si fa protagonista di una narrazione che intreccia arte, cultura e momenti di consumo.

Oroboro, un magazine per tutte le stagioni

Con l’arrivo della stagione fredda, Oroboro, ambizioso progetto editoriale, torna in una veste rinnovata, sia cartacea che digitale. Come un vero magazine racconta i distillati premium attraverso le loro storie, i contesti e i momenti più adatti per apprezzarli. Da qui il nome, Oroboro appunto, il serpente che si morde la coda dell’antica simbologia che trasformato si rinnova ciclicamente mantenendo intatta la sua essenza di scoperta continua.

Il magazine si articola in tre filoni narrativi – Lifestyle, New Trends e Neverending Classics – esplorando l’universo dei distillati premium con un approccio che trascende la semplice presentazione. Reportage, interviste e illustrazioni si alternano nelle pagine, mentre un QR code sulla versione cartacea e link interattivi su quella digitale permettono di accedere istantaneamente alle informazioni tecniche e al portfolio completo.

Le novità in bottiglia

Il #2 di Oroboro presenta diverse novità di forte impatto, tra cui Tequiero – il tequila firmato dal rapper Gué – e spiriti di nicchia come il cocuy Saroche e il clairin Saint Benevolence. Prodotti che l’agenzia Ribelli Digitali, che ha curato il progetto, ha arricchito con i contributi di diverse firme del giornalismo enogastronomico. Tanto che questa nuova edizione riafferma il ruolo del team di Compagnia dei Caraibi quali mercanti di merci e di idee.

In un mercato dove la qualità del prodotto deve sposarsi con la capacità di raccontarlo, Oroboro si propone come ponte tra il mondo fisico del beverage premium e quello delle narrazioni contemporanee, offrendo un’esperienza di lettura e scoperta tanto raffinata quanto i distillati che presenta.

Immagini courtesy Compagnia dei Caraibi

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CatalogoCompagnia dei CaraibiDistillati
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elegante attraverso un linguaggio estetico senza garnish, focalizzato sui materiali come i bicchieri e il ghiaccio, permettendo così all’arte liquida di esprimersi attraverso elementi visivi chiari e decodificati in un contesto spaziale che non è lasciato al caso. Il risultato? Lissa confida che lei stessa è soddisfatta di un locale che ogni sera la sorprende per l’equilibrio perfetto tra musica, socialità, cocktail e intrattenimento. Ogni cliente passa naturalmente dall’ascoltare della musica in vinile brasiliana e italiana a bere un ottimo drink, soffermarsi in chiacchiere con il vicino di bancone o anche solo esserci per vivere una costante transizione di esperienze in un unicum di spazio e tempo. Ospiti, bartender e deejay fruiscono del medesimo spazio in un ritmo ed equilibrio che avvolgono e coinvolgono. «Per me», conclude Lissa, «il punto di partenza sono sempre le intenzioni più che le forme, come direbbe un qualsiasi collega architetto. Prima di pensare ai materiali e al layout, cerco di capire quale energia voglio portare all’interno di un determinato spazio, quale ruolo deve assolvere il bar nel contesto culturale in cui si trova e soprattutto, quale esperienza voglio regalare al mio ospite». Questa è la vera misura dell’ospitalità. COQTAIL 32 INTERVIEWS Lissa Barquero, architetto e co-founder di Otro Bar

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