Maio Restaurant Belvedere F1 Limited Edition

Belvedere porta la Formula 1 nei cocktail bar di Milano

Dal Martini con la fragola marinata al drink con rucola e wasabi: dieci locali milanesi interpretano Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition. Le ricette seguono strade diverse e, in un caso, lo stesso bancone offre tre modi di raccontare la corsa.

Dal circuito al bancone con Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition

Vesta Belvedere F1 Limited Edition Coqtail
Vesta

La Formula 1 si decide in una partenza, un sorpasso, un ingresso ai box. Poi arriva il traguardo. Dal circuito di Monza ci si sposta a Milano. E la precisione passa dalla pista al bancone, tra dosi, gesti e cocktail da assaggiare. In occasione del Gran Premio d’Italia 2026, Belvedere, Official Vodka Partner della Formula 1, ha coinvolto dieci locali della città. Il punto di partenza per tutti è Belvedere Organic Vodka F1 Limited Edition. Il resto cambia secondo la sensibilità di chi prepara il drink: c’è chi lavora sulla freschezza, chi sceglie una struttura più asciutta e chi porta nel bicchiere ingredienti che, a leggerli sulla carta, sembrano difficili da accostare alla vodka.

Martini, frutta e qualche sorpresa

Al Bulgari Hotel, Alessio Papalia firma Warm Up: anguria e pepe bianco incontrano mastika, vino e una componente che richiama il lime. È un drink costruito sui contrasti, con una nota speziata e una sapida. Ceresio 7 affida invece ad Abi El Attaoui Redline, dove lampone, tè rooibos, Fino Sherry e menta acquistano vivacità grazie alla carbonatazione.

Da Gloria Osteria, Diego Giacalone parte dal Dirty Martini e cambia l’ingrediente che ci si aspetta di trovare: in Rush Martini la fragola, marinata in una salamoia agrodolce, prende il posto dell’oliva. La ricetta comprende anche bitter rosso e una fragola pickle a guarnizione. The Lychee Martini di Francesco Mariotti per Maio Restaurant sceglie un registro più fresco, con lychee, pompelmo rosa e limone.

Giovanni Allario, da Moebius Milano, aggiunge invece un accento gastronomico al suo Cherry Cobbler: vermouth bianco, tè nero, ciliegia, menta e aceto balsamico. È proprio quest’ultimo a dare profondità a una ricetta dall’avvio fruttato.

Le ricette che osano di più

Da Mogo, Tommaso Formichi firma RPM – Rocket Per Minute. Qui entrano in gioco rucola in soluzione acida, wasabi e agrumi lavorati in oleo saccharum. Il milk wash ammorbidisce la consistenza; una traccia di carbone vegetale richiama il segno degli pneumatici sull’asfalto.

The Roof punta su un dettaglio da scoprire al momento dell’assaggio. In Bernoulli, realizzato da Angelo Choton con la supervisione di Gianluca Zedde, lime, banana e soda alla melagrana e arancia rossa sono accompagnati da piccole sfere di vodka e melagrana che si rompono in bocca. Da The Sanctuary, Antonio Russo usa mela verde, liquore alle erbe e bitter al pompelmo per Oxide, un cocktail carbonato completato da una crusta al carbone vegetale.

Tre possibilità da Sogni

Sogni Milano Belvedere vodka Coqtail
Sogni Milano

Vesta sceglie la semplicità con Skinny Chic di Jacopo Famoso: lime, soda al cranberry e menta. Sogni Milano, invece, presenta tre ricette firmate da Matteo Paulillo. Pole Position abbina un cordiale ai frutti rossi alla soda all’ananas; Last Chicane unisce vermouth bianco e soda alla foglia di fico. Pit Stop cambia direzione, con Savoia Americano, dry vermouth, Fino Sherry e Branca Menta per un sorso più asciutto e articolato.

Dieci locali, dunque, ma più di dieci cocktail da provare. Il confronto più interessante è tra ricette lontane tra loro: la fragola salata di un Martini, la rucola di RPM, la foglia di fico di Last Chicane. La stessa vodka arriva al bancone; a decidere dove porta è chi la versa.

Immagini courtesy Belvedere Vodka

Articolo in partnership con Moët Hennessy Italia