Il 6 e 7 settembre Gaia Bar, all’interno dell’hotel Musa Lago di Como ospita il primo appuntamento di Beyond The Bar, il nuovo progetto di Campari Academy. Giorgio Bargiani, Monica Berg, Sofokli Cali, Abi El Attaoui, Francesco Galdi, Lorenzo Querci e Manja Stankovic sono invitati a ragionare sulle nuove generazioni, sul futuro delle guest shift e su una miscelazione capace di intercettare occasioni di consumo diverse.
Beyond The Bar, la guest shift cambia passo sul Lago di Como
Le guest shift hanno cambiato la geografia del bar. In questi ultimi anni hanno fatto viaggiare i bartender e le loro creazioni, accorciando le distanze tra locali e community di Paesi diversi. Oggi però Campari prova ad andare oltre questa formula consolidata, trasformando l’incontro tra professionisti in un’occasione di confronto sull’evoluzione del settore e sulle nuove generazioni che stanno entrando a lavorare nei bar.
Il 6 e 7 settembre, da Musa Lago di Como, boutique hotel cinque stelle di Sala Comacina, debutta così Beyond The Bar. Due giorni che alternano guest bartending e dibattito, con alcuni owner e manager italiani e internazionali chiamati da Campari a condividere best practice e idee su tre temi concreti: come coinvolgere di più le giovani leve, come far evolvere le guest shift e quali direzioni può prendere la miscelazione bitter per conquistare un nuovo pubblico.
Sette professionisti, sette esperienze diverse

A confrontarsi sono sette big della bar industry: Giorgio Bargiani, Monica Berg, Sofokli Cali, Abi El Attaoui, Francesco Galdi, Lorenzo Querci e Manja Stankovic. Profili scelti anche per rappresentare fasi differenti della professione: dal chi lavora anche dietro al bancone a chi oggi coordina team e programmi beverage su scala internazionale. Sette figure di riferimento che portano sul Lago di Como esperienze maturate in realtà prestigiose come Connaught Bar e Tayēr + Elementary a Londra, Moebius e Ceresio 7 a Milano, Nouvelle Vague a Tirana, Mimi Kakushi a Dubai e i bar del network internazionale Buddha-Bar.
Dal brunch all’aperitivo per inaugurare Beyond The Bar

Tutto ha inizio il 6 settembre. Dalle 12, Beyond The Bar apre al pubblico di appassionati di mixology le porte del Gaia Bar di Musa con un brunch che accompagna fino all’aperitivo grazie a un susseguirsi di rivisitazioni del Garibaldi, preparate da Cali, Galdi, Stankovic ed El Attaoui insieme al team residente guidato dal bar manager Luca Salvioli.
Il drink permette di esplorare una delle direzioni che Campari considera interessanti per la miscelazione contemporanea. Dalla preparazione rapida, alla gradazione più contenuta rispetto ad altri classici, fino alla possibilità del drink di inserirsi in occasioni di consumo diverse. Il brunch è una di queste. E la ricetta immediata del Garibaldi permette di portare il bitter verso fasce di consumo diurne e un servizio high volume.
Per Giorgio Bargiani il riferimento è invece il Negroni. L’assistant mixology director del Connaught Bar ne propone una variazione creata al momento da un’express station, lavorando su uno dei cocktail che più identificano Campari. Dalle 18, la serata prosegue in forma privata con un aperitivo dedicato agli ospiti della bar industry milanese e le pizze di Lorenzo Sirabella di Dry Milano. Un primo momento informale pensato per rafforzare relazioni e scambi prima del lavoro previsto il giorno seguente.
Chi sono i bartender di domani

Beyond The Bar è soprattutto uno spazio di lavoro e confronto. Il 7 settembre il gruppo si riunisce infatti dalla tarda mattinata per la tavola rotonda all’interno di Musa hotel. Uno dei temi centrali della giornata è proprio la generazione che oggi si affaccia alla professione. L’obiettivo è costruire un identikit dei giovani owner, manager e bartender attraverso le esperienze dei sette ospiti internazionali e capire quanto siano cambiate aspettative e modalità di relazione rispetto a chi ha iniziato questo mestiere dieci o vent’anni fa.
Il primo elemento che emerge è il diverso accesso alla conoscenza. I giovani arrivano al bancone con un bagaglio di informazioni molto più ampio, fatto di tecniche e ricette, ma anche di un accesso più diretto ai professionisti internazionali e al loro lavoro. La formazione può cominciare prima ancora dell’ingresso in un locale. Allo stesso tempo è cambiato il linguaggio con cui i professionisti emergenti si informano e costruiscono le proprie relazioni lavorative. Il digitale ha ridotto anche il peso dei confini geografici, permettendo di conoscere ciò che accade in altre città e altri Paesi. È proprio a partire da questo nuovo profilo che il confronto si sposta sul rapporto tra brand e nuove generazioni. Il tavolo di lavoro si prefigge di individuare attività e modalità di coinvolgimento capaci di parlare alla nuova guardia.
Ripensare le guest shift
Un altro argomento è la formula delle guest shift. La loro diffusione ha moltiplicato gli scambi tra locali e professionisti, ma proprio la frequenza con cui vengono utilizzate apre una nuova riflessione. Come possono evolvere e quale valore possono generare oggi per bartender, bar ospitanti e community? I sette partecipanti racconteranno le proprie esperienze per individuare formule capaci di lasciare un risultato che vada oltre la singola serata.
Negroni e Garibaldi con Campari

Il confronto riguarderà anche la miscelazione bitter e il suo spazio nei consumi contemporanei. Negroni e Garibaldi diventeranno due esempi da cui partire per ragionare su gradazioni alcoliche, velocità di servizio e occasioni di consumo differenti. Il lavoro del 7 settembre produrrà infine un altro risultato concreto. Le osservazioni raccolte durante la tavola rotonda saranno poi organizzate in una serie di video realizzati da Coqtail – for fine drinkers, media partner delle giornate organizzate da Campari Academy. Beyond The Bar è infatti il primo appuntamento di un format pensato per avere continuità con i locali del Lago di Como e, in futuro, con quelli di altre aree geografiche.
Articolo realizzato in collaborazione con Campari Academy






