Un gelato al gusto di Martini o di Grasshopper? È la proposta di Unnecessary, il nuovo progetto sviluppato dal team di Double Chicken Please e che apre i battenti a New York City il 26 giugno 2026. L’idea è intrigante e le persone coinvolte nel progetto sono di alto livello, parola della lista di The World’s 50 Best Bars. Dunque le premesse sono eccellenti.
Da liquido a solido, come un drink diventa gelato

Il cuore pulsante di Unnecessary è un ribaltamento concettuale. Di solito i drink sono ispirati al cibo: è la filosofia base dei gastro cocktail, quella abbracciata fra gli altri da Double Chicken Please. Da qui sono nati signature come Japanese Cold Noodle, Key Lime Pie, Cold Pizza, Mango Sticky Rice e Thai Curry. L’apprezzamento del settore è presto arrivato, insieme al posizionamento del bar newyorkese sulla mappa della miscelazione mondiale, con tanto di seconda posizione nella classifica The World’s 50 Best Bars 2023.
Unnecessary rovescia il concetto: non è più il cibo a ispirare i cocktail, sono questi ultimi a suggerire la ricetta dei gelati. Non gastro cocktail, dunque: dovendo inventare una definizione si potrebbe parlare di drink-ice-cream.
Bere un cocktail: gli esempi del Dirty Martini, del Garibaldi e del Matcha Grasshopper

Sapido, secco, senza compromessi: il Dirty Martini in versione gelato è una sfida da avanguardia gastronomica. Da Unnecessary lo fanno con oliva, finocchio, ginepro e dry vermouth. Il Matcha Grasshopper è una sorta di rivisitazione dell’accoppiata classica fra menta e cioccolato. In questo caso ottenuta lavorando menta fresca e cioccolato bianco con l’interessante aggiunta di acqua di cocco e matcha di Shizuoka.
Infine il Garibaldi, che porta il medesimo nome del cocktail preparato con bitter e succo d’arancia. La versione solida è con arancia, bitter e fiori d’arancio. Un po’ di asprezza, un tocco floreale, un dolceamaro che stimola il sorso… pardon: la leccata. La domanda sorge spontanea: volendo prendere più gusti insieme, quale sarà il pairing vincente? Ci sarà tempo per sperimentare ed emettere una sentenza ragionata.
Dietro Unnecessary ci sono 4 pezzi grossi del settore

Parlare di Double Chicken Please significa tirare in ballo i co-fondatori GN Chan e Faye Chen, che costituiscono metà del team di Unnecessary. Accanto a loro c’è Frank Zheng, ex consulente di Boston Consulting Group che porta in dote la visione strategica del business. Ultimo, ma non certo per importanza, è Yu Lee: chef, partner culinario di Unnecessary, fondatore del gruppo taiwanese Ninao e vincitore, accanto al bartender Johnny Tsai, della World’s Most Experimental Bartender competition di Glenfiddich nel 2018. Consistenze e gusti dei gelati nascono insomma da persone che masticano mixology ad altissimi livelli.
Unnecessary, un bar a tutti gli effetti

Ultima caratteristica importante. Unnecessary non vuole essere la classica gelateria dove l’acquisto avviene in fretta e la consumazione è per strada, in piedi o camminando. Magari seduti, ma giusto il tempo di terminare il cono o la coppa. L’idea è invece di offrire un luogo che abbia in tutto e per tutto le caratteristiche di un cocktail bar: ci si siede, ci si rilassa, si ordina e consuma con la giusta calma.
Da qui gli arredi che rimandano a un salotto di metà secolo scorso, con legni di ciliegio, luci calde e un tocco moderno rappresentato da un lampadario ispirato alle opere dell’artista statunitense James Turrell (che lavora principalmente sulla percezione della luce e dello spazio).
Anche gli orari d’apertura sono stati decisi di conseguenza: dalle 13:00 fino a mezzanotte, e in mezzo tutto il tempo non solo per gustare gelati ma anche per ascoltare musica. Sia quella da “compilation della casa”, sia quella portata dal vivo nell’ambito di appositi dj set – l’impianto acustico è di altissimo livello.
Ciò che non è necessario è in fondo necessario

«Il nome Unnecessary è un po’ ironico», ha dichiarato Frank Zheng, «ma coglie nel segno e rappresenta un concetto in cui crediamo davvero. Le cose che consideriamo superflue, che si tratti di un dessert, un drink con gli amici, una canzone o un’opera d’arte che ci piace particolarmente… queste cose sono spesso i piccoli elementi che rendono la vita un po’ più memorabile. Volevamo creare un luogo che ruotasse attorno a questa sensazione e divertirci esplorando fino a dove potevamo spingerci con i gusti di un gelato».
Unnecessary, dunque, ma in fondo anche necessary. Del resto, come affermava Oscar Wilde: «Nella vita moderna il superfluo è tutto».
Immagini courtesy Unnecessary






