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Prada sceglie Remy Savage: da Mi Shang a Shanghai debutta una drink list ispirata alla storia di Rong Zhai

Quando un mixologist come Remy Savage entra nel perimetro creativo di Prada, il risultato supera il concetto di semplice cocktail menu. A Shanghai, Mi Shang Prada Rong Zhai inaugura un nuovo capitolo del proprio programma beverage affidando a Savage il ruolo di Lead Mixologist e segnando l’inizio di una collaborazione destinata a espandersi dentro un ecosistema dove design, cultura, ospitalità e linguaggi sensoriali convivono con naturalezza.

«Entrare a far parte di Prada rappresenta per me l’incontro tra due mondi che condividono la stessa attenzione per il dettaglio, la ricerca e l’eccellenza senza tempo», racconta l’eclettico bartender e imprenditore. «La mixology, oggi, può dialogare con il design, la cultura e l’ospitalità in modo sempre più profondo: non solo attraverso il gusto, ma creando esperienze culturali».

Una drink list che nasce dalla storia di Rong Zhai

Interni Mi Shang Shanghai

La nuova cocktail list prende forma dalla storia di Rong Zhai, storica villa di Shanghai che ospita Mi Shang. La residenza, oggi restaurata e restituita alla città come landmark culturale, diventa il punto di partenza per una narrazione liquida costruita attorno alle figure che ne hanno definito l’identità. Come Rong Zong Jin, proprietario originario della dimora, gli artigiani italiani coinvolti nel delicato restauro e il regista Wong Kar Wai, che ha firmato il design del ristorante insieme a Prada.

«Per la creazione del nuovo cocktail menu di Mi Shang abbiamo intrapreso una ricerca che parte dall’heritage di Rong Zhai e dalle sue stratificazioni culturali. La villa rappresenta un punto d’incontro straordinario tra tradizione cinese, influenze europee, arte, architettura e contemporaneità. Proprio da queste interconnessioni che nasce il racconto del menu», continua Savage. Che traduce questo patrimonio in una collezione di 16 cocktail concepiti come estensione dello spazio architettonico.

Il menu segue il concetto di tête-bêche, termine filatelico che descrive due francobolli identici stampati in orientamento opposto. Qui il principio diventa struttura narrativa: Oriente e Occidente, passato e presente, conservazione e reinterpretazione convivono in un equilibrio perfetto.

Quattro capitoli per raccontare una villa

Remy Savage cocktail drink list Mi Shang

La drink list si sviluppa attraverso quattro capitoli: Introduction, Intervention, Exploration e Revival. Ognuno corrisponde a una fase precisa della vita di Rong Zhai.

Introduction guarda alle origini parallele di Shanghai e Milano, mettendo in relazione Rong Zhai e l’apertura del primo negozio Prada nella Galleria Vittorio Emanuele II. Qui il dialogo parte dalle tradizioni del bere italiano e cinese, come con il Milano Torino, con bitter, vermouth rosso affinato in terracotta e olio di sesamo, seguito in menu da una selezione di tre baijiu.

Intervention interpreta invece il restauro della villa e l’ingresso della sensibilità italiana nel progetto architettonico. Le strutture classiche della mixology accolgono ingredienti cinesi in nuove tensioni aromatiche. È il caso del Blossom Negroni, che rilegge il classico milanese attraverso gin, fiori autunnali, pepe bianco e vermouth rosso.

Exploration accompagna l’ospite dentro la definizione materiale degli interni, tra smalti cloisonné, vetri colorati e dettagli lignei scolpiti. I cocktail acquisiscono maggiore autonomia narrativa, come Sunburst, reinterpretazione dello Sgroppino costruita con gelato agli agrumi, Longshan yellow wine e prosecco.

Infine Revival celebra la riapertura della villa al mondo contemporaneo con drink che superano la grammatica classica e costruiscono nuove composizioni. Happy Together, con tequila, zucca amara, cetriolo e agave, rende omaggio anche all’universo cinematografico evocato da Wong Kar Wai.

Mi Shang, uno spazio di dialogo tra diverse arti

Spazi interni del Mi Shang Shanghai

Il progetto trova piena coerenza con il concept di Mi Shang. «Il locale nasce dall’incontro di due anime complementari, quella del fine dining e quella della mixology, creando uno spazio in cui gastronomia e beverage dialogano in modo naturale», conferma Remy Savage.

Questo dialogo tra cucina e cocktail entra nella progettazione stessa dell’esperienza. Savage, riconosciuto internazionalmente per un approccio concettuale che intreccia filosofia, design, minimalismo e cultura materiale, porta a Shanghai la sua personale visione narrativa, armonizzandosi con l’eleganza e lo stile di Prada.

Ogni cocktail come frammento architettonico

Cocktail drink list ispirata Rong Zhai

L’aspetto più interessante del progetto è legato alla costruzione concettuale del menu. «Ogni cocktail è stato pensato come un frammento narrativo: ingredienti, tecniche e profili aromatici dialogano con dettagli architettonici, memorie storiche e scambi culturali che hanno attraversato Shanghai nel corso del tempo», conclude Savage. «L’obiettivo è stato fin da subito quello di costruire un’esperienza capace di tradurre l’identità di Rong Zhai in un linguaggio sensoriale».

L’inizio di un nuovo capitolo per Prada

Remy Savage cocktail

L’arrivo di Remy Savage racconta anche qualcosa di più ampio. Prada continua a espandere il proprio linguaggio culturale oltre moda e retail, investendo in hospitality e progettualità sensoriali con crescente precisione. Mi Shang Prada Rong Zhai diventa così una piattaforma espressiva in cui architettura, cinema, gastronomia e cocktail condividono lo stesso vocabolario. Con questa drink list, Remy Savage inaugura il suo percorso con Prada attraverso un progetto che trova nella narrazione, nella materia e nella memoria i suoi ingredienti principali.

Immagini courtesy Prada