Alcuni sapori restano sospesi per anni e poi tornano con una precisione sorprendente, capaci di riaprire interi capitoli di una vita. All’Atrium Bar del Four Seasons Hotel Firenze questa relazione tra gusto e memoria diventa The Tasting Globe, la nuova drink list di Edoardo Sandri, assistant F&B manager del lussuoso hotel bar, che sceglie di rileggere le tappe professionali più significative dell’executive chef Paolo Lavezzini per trasformare quegli incontri gastronomici in miscele ben costruite.
Tra cucina, mixology e viaggi da Atrium Bar

«Volevamo creare una cocktail list che unisse cucina e mixology in modo significativo», racconta Sandri. «Una traduzione dell’identità dello chef del nostro ristorante Il Palagio, attraverso ricordi e profili aromatici, capace di generare cocktail completamente inaspettati». La drink list si sviluppa come un itinerario racchiuso in cinque luoghi, tra stati e continenti, dove il punto di arrivo è il bicchiere.
The Tasting Globe parte dall’Italia

L’Italia apre la sequenza con Anolini in Brodo e Spaghetti Fritti. Il primo rielabora la profondità e la sapidità emiliana in una costruzione elegante che richiama sia il comfort del brodo che la presenza del Parmigiano Reggiano. Il secondo, invece, gioca su un piatto popolare rinomato, traducendo la pasta in una lettura più leggera e sorprendente.
The Tasting Globe racconta Francia e Stati Uniti


In Francia compaiono Crêpe Suzette e Huître Bretonne. Nel primo, Sandri mette in risalto le tipiche note di agrumi e caramello, mentre per la seconda proposta si concentra su accenti iodati e su una traccia minerale che richiama la costa atlantica. Dedicato agli Stati Uniti, il drink si intitola Buffalo Wings e interpreta il carattere deciso del piatto americano con una struttura che tiene insieme dolcezza e acidità. Bagel & Lox restituisce invece l’idea di una colazione newyorkese attraverso sfumature affumicate e cremose.
The Tasting Globe tra l’Oriente e il Sud America

L’Asia introduce due creazioni analcoliche: Yuja, centrato sulla freschezza dello yuzu, ispirandosi al tradizionale punch di frutta coreano, e Strawberry Timur Berry Sorbet, dove fragola e bacca di Timur costruiscono un profilo agrumato e vivace. A chiudere il percorso c’è il Brasile, con Brigadeiro, che rilegge il celebre dolce locale in chiave fluida e avvolgente, e Moqueca, tra richiami affumicati, cremosità e una spinta acida che rimanda alla cucina di riviera. Tutti cocktail da vivere al tavolo, giocando con un mappamondo di sapori e suggestioni grazie alle intuizioni di Edoardo Sandri e ai ricordi di Paolo Lavezzini.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Immagini credits Andrea Di Lorenzo
Articolo realizzato in collaborazione con Atrium Bar






