Insetti, fossili e dinosauri sono l’originale fonte d’ispirazione per la drink list di The Museum, nuovo cocktail bar aperto da Misha Chavez e Bill Liu nel quartiere di Bushwick, a Brooklyn (New York). L’omaggio non si ferma al menu: l’intero locale è pensato per rievocare la meraviglia provata visitando un museo di storia naturale, quando da bambini si scoprono antiche piante, cristalli luminosi e animali ormai estinti. I dinosauri sono i protagonisti della prima mostra temporanea, che si traduce in una selezione speciale di bevande a tema e che si affianca alla collezione permanente delle proposte.
Perché un museo di storia naturale?

«Durante l’infanzia mi lasciavano trascorrere pochissimo tempo davanti alla televisione, a meno che non trasmettesse programmi scientifici sugli animali: in quel caso nessuno mi diceva di spegnerla. È nata così la mia passione per l’apprendimento, per quella sensazione di gioia e di entusiasmo che si provano durante una scoperta», dice Misha Chavez.
Quando si è trattato di decidere il format di The Museum, le suggestioni di un tempo hanno guidato la scelta dell’oggi: tutto sarebbe ruotato attorno a ciò che si trova dentro un museo di storia naturale. Con l’obiettivo di ricordare ai futuri clienti la profonda connessione che li lega alla Terra, alla sua storia ed evoluzione, fino ai giorni nostri.
I 3 ambienti di The Museum: si inizia con il Gift Shop

La zona d’ingresso si chiama Gift Shop: otto posti a sedere, ambiente informale e drink list focalizzata su cocktail a basso contenuto alcolico. Qui l’ispirazione non guarda alla storia naturale quanto piuttosto a quegli angoli dei musei in cui bere un caffè e acquistare cataloghi e souvenir.
Le ricette sono dunque legate tè, caffè e pasticcini. C’è per esempio il Green Tea Highball, che unisce la morbidezza del whiskey irlandese con il fruttato della pesca, la freschezza del tè verde e la leggerezza dello spumante. E ci sono un Milk Tea Punch e uno Spritz che cambiano regolarmente.
Si prosegue con Exhibition Hall e The Museum

Lasciandosi alle spalle il Gift Shop si accede a un corridoio che connette le due stanze del bar. È l’Exhibition Hall, dove ammirare cristalli, fossili e stranezze varie appese alle pareti e selezionate appositamente per The Museum. Fra di esse anche alcuni pezzi provenienti dalle collezioni personali di Misha Chavez, Bill Liu e del loro team: un tocco personale che riscalda l’ambiente.
Superata la sala delle esposizioni si giunge al cuore pulsante del locale, quello che dà il nome al tutto: The Museum. Qui il menu dei drink è suddiviso in due sezioni: una mostra permanente e una mostra temporanea che cambia nel tempo e attualmente è dedicata ai dinosauri. «Tutti i nostri cocktail sono frutto di un’accurata ricerca. Mentre alcuni adottano soluzioni più ovvie, come l’inchiostro di seppia presente in Ocean Life, altri sono più astratti e traggono ispirazione da comportamenti animali unici, habitat naturali e storie evolutive», racconta Bobbi Adler, lead bartender.
Insetti, fossili e vita negli oceani: i drink del museo

Nel menu spicca il signature Ocean Life. Al The Museum lo preparano con rum, cocco, lime, curaçao, e nero di seppia: caraibico nell’anima, con una punta di sapidità e un colore irresistibile.
Imperdibile l’Insectarium, che come dice il nome ha fra i propri ingredienti degli insetti. Nello specifico grilli e formiche nere: i primi donano note leggermente tostate, i secondi un sapore agrumato e umami. Elementi che trovano un complesso equilibrio con le sfumature balsamiche e morbide del gin al miele, quelle fruttate del fico, quelle amare del bitter rosso e infine quelle amare ed erbacee dell’assenzio.
Perfettamente coerente con il format è anche il Fossil Record, fatto con tequila reposado, sesamo, sherry e curcuma: un drink caldo e avvolgente, con una componente tostata e pungente che ne arricchisce la struttura.
Dinosauri come cibo

Il menu food non segue alla lettera il medesimo sentiero tracciato dai cocktail. L’eccezione più notevole è rappresentata dai Dino Nuggets: nugget di pollo a forma di dinosauro con salsa barbecue fatta in casa. Ma il resto segue una strada diversa, nonostante chef Trevon Reffell riutilizzi in maniera creativa gli ingredienti avanzati dalla preparazione dei drink.
La proposta di Reffell ha un carattere internazionale e alterna peperoni shishito serviti con aioli all’aglio e suya; frittelle dolci di banana con salsa di peperoni dell’Africa occidentale e noodles pad thai con salsa dan dan, carne macinata, chili crisp e frutta secca.


Foto courtesy The Museum






