Nel cuore di Barrio Escalante a San José, capitale della Costa Rica, il ristorante Isolina occupa una casa degli anni ’40 del secolo scorso appartenuta alla famiglia Escalante, un tempo proprietaria della piantagione di caffè su cui oggi sorge uno dei quartieri più vivaci della città.
La nascita di Isolina e la memoria familiare

Manuel e Fernando Crespo, fratelli e co-proprietari, hanno scelto di ridare vita a quegli spazi di famiglia senza snaturarli: pavimenti e soffitti sono in legno originale e anche i più piccoli dettagli sono stati recuperati con cura, come i ritagli di giornale trovati sotto la carta da parati e oggi appesi lungo la scala del ristorante. «Questa era la casa dei nostri nonni», spiegano, «giocavamo qui da bambini».
Il nome è un atto di memoria: Isolina rende omaggio alla prima donna della famiglia arrivata nel quartiere, proprietaria originaria della finca. Un tributo alle radici femminili, alla linea materna che ha tenuto insieme generazioni. Anche la cantina custodisce una storia intima: era la stanza della bisnonna Rita, scomparsa a 106 anni. Amava il vino e il rum. «Crediamo che sarebbe felice di sapere che oggi la sua stanza è piena di bottiglie», raccontano sorridendo.
Lo stile di Isolina

La filosofia del ristorante nasce da quell’infanzia condivisa e da dieci anni di lavoro all’estero, tra Argentina e Brasile. «Non sapevamo perfettamente come si facesse un ristorante», ammette Manuel, «ma avevamo le idee chiare su cosa ci piaceva: mangiare bene, bere bene. Per noi è sempre una festa». La cucina di Isolina è ricca, confortante, generosa con piatti ben fatti, sapori della memoria e un forte senso di convivialità. Anche al bar vale la stessa regola. «Per creare qualcosa di nuovo bisogna prima dominare ciò che funziona», sottolineano. Un Negroni eseguito con precisione e cura diventa così la guida per una carta che abbraccia i grandi classici della miscelazione.
Cucina d’autore e ospitalità in Costa Rica

Isolina è stato tra i primi indirizzi a parlare di cucina d’autore in Costa Rica, quando il tema muoveva ancora i primi passi. «Siamo cresciuti insieme ad altri colleghi che hanno aperto una strada», racconta Fernando. Oggi guardano al futuro con una richiesta chiara: più coraggio, più progetti originali, un’ospitalità capace di far dire al mondo che in Costa Rica si mangia e si beve con qualità.
I fratelli Crespo e l’anima culturale di Isolina

Simili per certi versi, ma opposti su alcuni lati del loro carattere, i due fratelli sono complementari. Fernando è riflessione e gentilezza, lavora nel settore da quando aveva diciotto anni e comprava libri di cucina e vino. Si definisce avventuroso e nutre una passione profonda per l’Italia, scoperta attraverso il cinema: da La dolce vita a Una giornata particolare, fino a La grande bellezza. «Quel poco di italiano che parlo lo devo ai film», dice. Se Isolina fosse una pellicola, per lui sarebbe di Fellini: un caos gioioso, musica e voci che si intrecciano.
Manuel, invece, è energia e istinto. La musica classica accompagna i suoi ricordi d’infanzia: la madre la domenica metteva Musorgskij, la nonna lo sfidava a riconoscere Chopin o Tchaikovsky. La passione per l’opera arriva più tardi, con Wagner e Puccini, la Turandot e la Tosca. Ama la potenza epica e la bellezza sonora, la stessa intensità che cerca in un piatto ben costruito o in un servizio attento.
Un luogo di convivialità e affetto

Tra i due c’è un’alleanza naturale, che si esprime in soli due anni di differenza e una visione condivisa con la terza socia, Lissa Barquero. Isolina è il risultato di questa unione: una casa trasformata in ristorante, una memoria familiare diventata progetto e un luogo dove mangiare e bere restano un gesto di convivialità e affetto.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Foto di Emanuel Florentin x Coqtail – riproduzione vietata






