Interni DNA Cocktail Room

DNA Cocktail Room, il nuovo volto della miscelazione catanese

Il bar DNA Cocktail Room, che si trova a Nicolosi, poco lontano dal centro di Catania, ha cambiato pelle: nuova sede, nuovo stile, stessa serietà nella realizzazione dei drink. Il bar manager Alfonso Monaco racconta com’è il panorama della miscelazione catanese e come si inserisce DNA Cocktail Room in questo contesto. Di seguito la sua idea di accoglienza e cura, con delle anticipazioni sulla futura drink list del locale.

DNA Cocktail Room cambia sede e pelle

Bancone DNA Cocktail Room

Il cambio di sede non è stato radicale: il nuovo DNA Cocktail Room è sempre nel comune di Nicolosi. Dal 28 novembre 2025, giorno dell’inaugurazione, si trova in via Gemmellaro 93. «Siamo a pochi minuti dal centro di Catania», dice Monaco, «più centrali e comodi rispetto a prima».

Gli interni sono ispirati agli anni Trenta, senza puntare a una riproduzione fedele di quel periodo. «Ci interessava l’atmosfera più che lo stile in senso stretto: l’idea era di trasportare il cliente in un mondo parallelo, diverso dalla quotidianità, di farlo entrare in uno spazio elegante ma non nostalgico, capace di far sentire le persone fuori dal tempo senza risultare troppo rigido o teatrale”. Una simile impostazione ha determinato anche la sistemazione della terrazza esterna, realizzata in stile boho chic.

Un locale in controtendenza

Unod ei drink Alfonso Monaco

«Il panorama della miscelazione in Sicilia, e a Catania in particolare, attraversa un momento molto interessante. C’è più attenzione alla qualità, alla tecnica e alle materie prime, e negli ultimi anni la città ha sviluppato una scena vivace e curiosa, aperta anche alle influenze internazionali», racconta Alfonso Monaco.

«Noi ci muoviamo in continuità con questo percorso, ma senza inseguire le mode. Partiamo dalla miscelazione classica e contemporanea, cercando però di costruire un’identità nostra. In parte siamo in controtendenza. Evitiamo gli effetti speciali per dare più attenzione all’equilibrio dei drink, all’ospitalità e al rapporto con il cliente. Allo stesso tempo ci piace sperimentare, soprattutto lavorando su ingredienti e ispirazioni legate al territorio, in modo semplice e coerente».

Omotenashi, l’arte dell’accoglienza

Preparazione drink

La filosofia di DNA Cocktail Room ha trovato applicazione pratica in due ambiti principali: il modo di accogliere i clienti e la drink list da presentare loro. L’accoglienza si ispira al concetto giapponese di omotenashi. Un servizio che cela un approccio più ampio, che fa emergere un’idea di accoglienza sincera, meticolosa, volta ad anticipare le esigenze dell’ospite prima ancora che vengano espresse.

4 bartender (+1) per 24 posti a sedere

Il team del DNA Cocktail Room

Varcata la soglia di DNA Cocktail Room si viene accolti con una oshibori calda (l’asciugamano umido offerto ai clienti nei locali giapponesi e anche cinesi). Un gesto di attenzione che trova subito riscontro nel fatto che i 24 posti a sedere sono gestiti da quattro bartender: Paolo La Spina, Samuel Greco, Enrico Nicosia e Manuela Vasta, oltre allo stesso Alfonso Monaco.

Ognuno prepara i drink e nel contempo svolge il servizio ai tavoli, così da offrire una cura personalizzata. E l’atteggiamento non cambierà con la bella stagione. «La terrazza è attiva solo in primavera ed estate», spiega Monaco: «Durante il periodo in cui sarà aperta contiamo di raddoppiare lo staffper garantire la stessa idea di accoglienza. Per esempio, se oggi portiamo le oshibori calde per 24 persone a turno, lì le porteremo fredde per molta più gente. Non vogliamo assolutamente modificare il servizio».

La nuova drink list del DNA Cocktail Room

Il nuovo volto della miscelazione catanese

A marzo, giusto in tempo per la stagione primaverile, DNA Cocktail Room presenterà la nuova drink list. «Non posso anticipare molto», dice Monaco, «ma posso dire che spazia fra classici rivisitati e drink che guardano al futuro per tecniche e ingredienti. Il tema scelto è il NO». Cioè i grandi e piccoli rifiuti che sono stati detti o pronunciati (proprio come il tema del numero di dicembre di Coqtail – for fine drinkers): ognuno trasformato in una ricetta.

«Per esempio un drink si ispira a Rosa Parks, un’attivista afroamericana che nel 1955 rifiutò di cedere il posto a un uomo bianco, su un autobus a Montgomery, e divenne un simbolo della lotta contro la segregazione razziale. Ma abbiamo anche dei NO più leggeri… come “No, ho mal di testa” solo per rifiutare un rapporto con il partner». Se la drink list è nuova, è invece inalterata la volontà di offrire una vasta selezione di distillati da tutto il mondo. DNA Cocktail Room ne conta oltre quattrocento, di cui circa la metà sono whisky.

Uno dei drink

Insomma, DNA Cocktail Room si presenta come un modo per concedersi una pausa dalla quotidianità, apprezzare l’omotenashi e gustare drink preparati con cura ragionando sull’importanza di prendere certe posizioni nella vita di tutti i giorni. Non sempre si beve in questo modo.

Foto courtesy DNA Cocktail Room