Dal rebranding dello storico Amaro Santoni nasce Santoni l’Aperitivo, un omaggio alla storia e alla tradizione della distilleria di Chianciano Terme.
Le radici di Famiglia Santoni a Chianciano Terme
L’arco di mattoni rossi a vista a tutto sesto si staglia contro il cielo e immette verso le strade antiche del borgo di Chianciano Terme. Uscendo dal paese, invece, quel segno architettonico diventa quasi un confine vivo per le colline toscane e per le strade di campagna che si snodano verso l’ingresso della distilleria Gabriello Santoni, oggi cuore produttivo di Famiglia Santoni, dove un’insegna anni ’70 dall’orgoglio sbiadito riporta “fabbrica Rabarbaro”. Nel 1961, Gabriello Santoni ha aperto una distilleria nella sua amata Chianciano, devolvendo la sua vita e quella della moglie Franca e dei figli Stefano ed Emanuela alla ricerca e alla passione smodata per le botaniche.
La stessa distilleria – ridisegnata da Stefano – oggi accoglie una nuova visione, per gli «Ospiti della natura», come lui definisce le persone che passano di là. Immersi in questa natura è stato presentato il rebranding di Amaro Santoni, oggi in una veste contemporanea, ribattezzato sul mercato come Santoni l’Aperitivo. Qui il concetto di tradizione ha un indirizzo preciso, una data di fondazione, e una continuità familiare: Stefano Santoni ha ereditato un metodo di pensiero radicato nel territorio, e ha avuto la lucidità di portarlo nel presente.
Santoni l’Aperitivo e il ruolo del rabarbaro

Si parte dalla radice, nel senso più letterale possibile. Dal rabarbaro, una botanica difficile e tenace, che funge da perno per raccontare Santoni l’Aperitivo in un’ottica di categoria a cui appartiene fin dal lancio originale. Il rabarbaro resta il centro di gravità attorno al quale si sviluppa un bouquet di 33 ulteriori botaniche (tra cui agrumi, rosa, iris e foglia d’ulivo), costruendo una complessità che si rivela al naso e in bocca, mentre la gradazione contenuta di 16% abv lascia spazio a ogni sfumatura.
Il design della bottiglia ispirato a Firenze

Santoni l’Aperitivo non cambia quello che è stato, ma lo rende più leggibile attraverso una bottiglia firmata da Stranger&Stranger, che è un omaggio tridimensionale a Firenze. Una città diversa da quella degli Airbnb e dell’overturism, e più vicina al lavoro dell’artigianato che l’ha resa grande nei secoli.
Il corpo in vetro rosso, ulteriore rimando al rabarbaro, è scanalato verticalmente, con facce piatte che richiamano le semicolonne del Battistero di San Giovanni. Il tappo bianco granuloso evoca il marmo apuano. L’etichetta riprende i quadrilobi della Porta Sud del Battistero, bronzo trecentesco che ancora oggi presidia piazza del Duomo. Un lavoro di fino, in cui ogni scelta porta con sé un pezzo di storia.
La visione contemporanea di Santoni l’Aperitivo
In un mercato dove l’aperitivo è diventato sinonimo di leggerezza e consumo rapido, Santoni l’Aperitivo sceglie di continuare a giocare sul tavolo della semplicità, ma racconta qualcosa di più a chi si vuole fermare e ascoltare, scegliendo un prodotto che ha radici e che viene da un luogo reale.
Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui
Articolo realizzato in collaborazione con Amaro Santoni
Immagini courtesy Amaro Santoni






