La drink list Volume III di The Spy Bar, situato nello storico palazzo dell’Old War Office, celebra figure leggendarie come Nancy Wake e i retroscena letterari di Ian Fleming attraverso 12 signature cocktail.
Ci sono le storie della spia più ricercata dalla Gestapo, del colore verde utilizzato dal capo del MI6 e del colore rosso utilizzato ai tempi della Guerra Fredda. Non potevano mancare due bevute legate a Ian Fleming, diverse dal Vesper ma pur sempre degne di nota.
Volume III: la nuova drink list di The Spy Bar di Londra

The Spy Bar si trova a Londra, all’interno del lussuoso Raffles London at The OWO. Dove l’acronimo OWO sta per Old War Office. Cioè il palazzo che un tempo ospitava il dipartimento britannico responsabile delle forze armate. In alcune sale sotterranee si trovavano gli uffici dei servizi segreti (MI5 e MI6). Proprio tra queste pareti c’è lo Spy Bar.
La location, dunque, impone il tema delle drink list: è obbligatorio parlare di spie. Fin qui tutto facile. La parte difficile è trovare ogni volta storie nuove e fare in modo che dialoghino sul serio con i cocktail, che non siano uno storytelling scollegato dagli ingredienti e dalla ricetta.
Ci ha pensato il bar manager Sotirios Konomi ad assicurare che Volume III, il terzo menu dello Spy Bar, avesse coerenza e sostanza. Dodici cocktail ispirati a segreti, intrighi e doppiogiochisti, in coerenza con l’ubicazione dello Spy Bar e la tradizione che ha ereditato.
Cocktail e storie di spie

Il cuore pulsante di Volume III è il medesimo delle precedenti due edizioni: concentrarsi sui classici offrendo dei twist inaspettati. E farlo traendo ispirazione dalle vicende segrete dell’OWO o di altri servizi di intelligence.
Ecco dunque l’incredibile storia di Nancy Wake, soprannominata The White Mouse. Una donna che durante la seconda guerra mondiale ha avuto il discutibile onore di essere la spia più ricercata dalla Gestapo. Dotata di nervi d’acciaio e capace di reggere l’alcol meglio di chiunque, Nancy Wake nascondeva documenti segreti nella sua borsetta, poi si incipriava il naso, assumeva l’aria svagata e recitava alla perfezione il ruolo della mondana spensierata, attraversando i posti di blocco nazisti con una facilità disarmante. All’occorrenza offrendo un cicchetto ai soldati, così da ammorbidirli. Il drink in suo onore si chiama The White Mouse ed è fatto con gin, pesto al basilico, peach wine, cardamomo e succo di lime.
Il cocktail The C è di colore verde ed è preparato con vodka, sake, graviola, limetta kaffir e soda. Il colore è lo stesso dell’inchiostro utilizzato da Mansfield Cumming per firmare i documenti. Cumming è stato il primo capo del MI6 e ancora oggi, giurano quelli dello Spy Bar, il capo dell’agenzia di spionaggio estero si firma con una C verde.
C’è poi il Red Signal, esplicito riferimento a una pratica della Guerra Fredda. Consisteva nell’indossare un cravatta rossa, oppure nel lasciare un segno rosso su una specifica colonna in modo che una spia potesse segnalare che un segreto era stato consegnato a chi di dovere. Allo Spy Bar il drink è a base di whiskey, rum, vermouth dolce, barbabietola e crema d’avena.
Sono tre esempi dei signature di Volume III. Altri due chiamano in causa Ian Fleming.
L’eredità di Ian Fleming in due nuovi signature cocktail

Lo scrittore Ian Fleming, inventore del personaggio di James Bond, durante la seconda guerra mondiale lavorò presso l’intelligence della Royal Navy. Un’esperienza che l’avrebbe aiutato a raccontare le avventure dell’agente segreto 007.
Facile capire come mai il Vesper Martini sia un pezzo forte dello Spy Bar. Nella drink list Volume III ci sono altri due cocktail ispirati ai romanzi di Fleming. Il primo si chiama Room 055, come la stanza del Ministero della guerra in cui Fleming lavorava. La base alcolica è composta da bourbon e distillato di foglie di caffè. Una miscela simile a quella descritta nel racconto Solo per i tuoi occhi, quando James Bond si ritrova per le mani una fiaschetta di “Fuoco Nero” (tre parti di bourbon, una parte di caffè nero).
L’altro drink legato alle storie di Fleming è il Code 7777. Il rimando è alla trama del romanzo Si vive solo due volte, quando Bond viene privato dello status di 007 e inviato in Giappone dopo essere stato rinumerato 7777. Qui fa amicizia con il capo dei servizi segreti nipponici, grande appassionato di whisky locale. Il Code 7777 è dunque un highball preparato con whisky giapponese, tè, soda alla foglia di fico e sciroppo di riso tostato.
Immagini courtesy The Spy Bar






