I soci di Nucleo: Davide Diaferia, Livio Morena, Andrea Fofi e Daniele Gentili
I soci di Nucleo, da sinistra: Davide Diaferia, Livio Morena, Andrea Fofi e Daniele Gentili

Roma si prepara ad accogliere Nucleo, nuovo bar di quartiere a Ostiense

A Ostiense, vivace quartiere romano frequentato da studenti e creativi, sta per nascere un bar pensato come un punto di incontro. Il suo nome è Nucleo, e racconta già il suo centro di gravità. Tutto si concentra intorno a un bancone, palcoscenico e catalizzatore di ogni serata dove le energie si incontrano e si fa cultura.

Nucleo, un’idea che diventa realtà

Nausica Vitali farà parte del team di Nucleo
Il team di Nucleo con la bartender Nausica Vitali

Il progetto nasce dal legame tra Davide Diaferia e Livio Morena, dieci anni di lavoro condiviso e un’idea che, prima o poi, sarebbe dovuta diventare reale. «Si è presentata l’occasione di ritrovarci dietro lo stesso bancone e abbiamo deciso di rimetterci in gioco con un progetto nostro», racconta Davide. L’incontro con Andrea Fofi, imprenditore del settore, e con Daniele Gentili, figura storica della miscelazione romana, ha trasformato quell’intuizione in una squadra. «Volevo che avessero finalmente un bar loro e diventassero soci, senza lavorare più per qualcun altro», spiega Fofi. «Il mio ruolo è quello di un investitore, il loro quello dei protagonisti».

Il format e il legame con il quartiere

Davide Diaferia
Davide Diaferia

Nucleo sorgerà di fronte all’Università Roma Tre, e il formato rifletterà l’energia giovane del quartiere. «Vogliamo un bar molto friendly e giovanile, un format facile e veloce con zero sbattimenti e nessun menu complicato. Nucleo sarà un bar solo walk-in: non ci riconosciamo nel sistema delle prenotazioni a tutti i costi, siamo più rock’n’roll», racconta Diaferia. Birra alla spina, drink classici e una selezione di vini accompagnerà una piccola proposta food, in arrivo da pasticcerie e rosticcerie del quartiere: «Per me la collaborazione con altre realtà del territorio è fondamentale e la racconteremo anche agli ospiti», continua.

L’architettura del bar, priva di tavoli bassi, sarà il suo manifesto. Tutto ruoterà attorno a un bancone da nove metri, una mensola alta per appoggiarsi e il resto in piedi. «È un tipo di bar che ho visto molto a New York, una scena che mi ispira tantissimo», dice Davide. La scelta è un modo per favorire la vicinanza, far sì che nessuno si senta isolato, trasformando il bancone in un luogo di scambio continuo. «Vogliamo convogliare tutti lì, creare un’esperienza centrata sulla relazione diretta», spiega.

La musica come parte integrante dell’identità di Nucleo

Livio Morena
Livio Morena

Questa idea di prossimità si riflette anche nella musica, componente fondamentale di Nucleo e, per Livio Morena, un mantra di vita. «Suono il basso da sempre e sono entrato nel mondo dei drink grazie alla musica. Vedo il locale come fosse una band: il ghiaccio, le voci e l’acciaio sono parte di un grande spartito», racconta. Nel bancone ci sarà una postazione DJ fissa, anche se Nucleo non sarà un club, né un listening bar. «La musica semplicemente farà parte della vita del locale, definendo il ritmo delle serate: rock, metal, elettronica soft, funk. Una colonna sonora eterogenea, modellata sul mood di chi lavora e di chi arriva», conferma Livio.

Un posto dove tornare

Nucleo sarà semplice da vivere per lasciare spazio agli ospiti di godersi il momento. «La drink list iniziale comprenderà quasi esclusivamente classici, un punto di partenza solido per educare chi si avvicina alla miscelazione», spiega Diaferia. «Poi porteremo gli ospiti a sperimentare cose che magari non hanno mai assaggiato». La stessa idea vale per il servizio, «Non vogliamo un bar senza anima. Nucleo sarà solido e coerente», aggiunge Morena. Per lui il cocktail è solo una delle voci in un equalizzatore più ampio: «L’identità deve essere credibile e accogliente. Vorrei che le persone pensassero a noi come un posto dove stare. I place to be ti attirano una volta, poi non è detto che torni. Ecco, spero che le persone da noi ritornino».

Nucleo, la sintesi di un percorso personale e professionale

Il progetto porta con sé anche motivazioni personali. «Dopo quasi vent’anni di bar ho finalmente la possibilità di fare una cosa mia», confessa Davide. «Vorrei trovare un po’ di pace e tornare davvero al bancone». Per Livio, Nucleo è una sintesi del suo percorso: «Spero che sia la sublimazione di tutto quello che ho imparato finora, un ritratto fedele di ciò che sono e dei valori che per me rappresentano il bar». Fofi, più pragmatico, guarda alla solidità: «Voglio che il locale funzioni e dia loro soddisfazioni professionali e personali. Non penso alle classifiche».

L’equilibrio del gruppo

Nausica Vitali
Nausica Vitali

Nel team ci sarà anche Nausica Vitali, giovane talento della bar industry, che completerà un team senza gerarchie. «Era l’elemento che mancava al trio», dice Fofi. «Nausica è un gioiello. Non vedo l’ora di lavorare tutti insieme», aggiunge Morena. «Ci siamo trovati d’accordo su tante cose perché in fondo, questo mestiere, è una missione: devi amare profondamente le persone. Se stanno bene, significa che hai creato un’alchimia che va dall’architettura alla proposta dei drink, dalla musica alle luci, fino all’anima che ci metti».

L’apertura è prevista per l’inizio del 2026. «Sono gasatissimo, come un ragazzino di quindici anni», sorride Livio. «Non vedo l’ora di cominciare». Nucleo sarà un bar da vivere, un luogo dove si vorrà tornare per sentirsi parte di qualcosa e perché il centro, stavolta, sarà davvero il bancone.

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Immagini credits ­­­­­­Bruno D’Amata