Ludwig Negri, bar manager, cocktail homemade o già pronti
Ludwig Negri, bar manager dell’Arts Bar del St. Regis Venice

Homemade vs pronto all’uso, come raggiungere l’equilibrio in miscelazione

Dietro ogni drink ben riuscito c’è una decisione che pesa quanto la tecnica: conviene eseguire ogni preparazione homemade o affidarsi a prodotti già pronti? La risposta, che attraversa ogni bar, dall’hôtellerie alla miscelazione più creativa, oggi si gioca sul terreno dell’equilibrio. «Anche se la qualità della produzione artigianale è molto valorizzata, è necessario garantire risultati costanti, sicuri e replicabili». Ne è convinto Ludwig Negri, bar manager dell’Arts Bar del St. Regis Venice, che da sempre lavora con preparazioni homemade e con prodotti professionali come gli sciroppi e i cordial di Polot 1882.

Caratteristiche e differenze tra prodotti pronti e homemade

«I prodotti pronti garantiscono uno standard di gusto e una shelf life più lunga. Sono pratici, utilizzabili tutto l’anno e permettono di mantenere la qualità alta anche con volumi di lavoro elevati. All’Arts Bar non mancano mai gli sciroppi Polot 1882 Chipotle e Smoky, Ortica e Pop Corn». La costanza, in contesti complessi come quelli dell’hôtellerie è un parametro di controllo che incide su servizio, tempi e percezione del cliente. «Su grandi volumi la replicabilità è fondamentale. Prodotti come quelli di Polot 1882 sono progettati per garantire lo stesso sapore in qualsiasi stagione».

Eppure, l’autoproduzione conserva il suo valore, soprattutto quando entra in gioco la freschezza o la disponibilità di materie prime non reperibili sul mercato industriale. «In questi casi l’homemade è fondamentale». Nel bilancio quotidiano tra costi e risultati, la scelta si gioca spesso sul tempo. «Per ingredienti base ad alta rotazione, come i succhi, l’homemade può sembrare più economico, ma il costo della manodopera e lo spreco dovuto alla breve durata ribaltano spesso il vantaggio».

L’equilibrio perfetto in mixology

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Ludwig Negri all’Arts Bar del St. Regis Venice

Dietro al bancone hanno importanza anche la percezione del cliente e il racconto del drink. «Per l’ospite l’artigianalità ha maggior valore a livello di comunicazione, soprattutto se si usano ingredienti locali». Dall’altra parte, marchi come Polot 1882 rappresentano un riferimento tecnico, una garanzia di affidabilità e sicurezza. «Non sono semplici strumenti, ma estensioni del concetto di qualità. Affidarsi a questi brand significa sapere che il prodotto sarà sempre stabile, sicuro e conforme agli standard. E in alcuni casi anche sugar free».

Il futuro della mixology? Per Ludwig Negri, «sta nella coesistenza sempre più fluida tra creatività artigianale e precisione industriale. Un equilibrio che consente di garantire l’unicità del gusto e la precisione operativa costante del lusso».

Tratto dal magazine cartaceo di Coqtail – for fine drinkers. Ordinalo qui

Immagini credits ­­­­­­Mike Tamasco x Coqtail, riproduzione vietata

Articolo realizzato in collaborazione con Polot 1882