Poche persone possono dire che un cocktail è stato creato in loro onore: David Bowie non è una di queste persone. A lui ne sono stati dedicati addirittura diciannove: tanti ne ha contati Amanda Schuster in un pezzo scritto nel 2019 per il sito Alcohol Professor. A questi se ne possono aggiungerne almeno un altro paio. Molti sono variazioni del Martini, uno dei drink preferiti dal Duca Bianco. Spesso la garnish è una scorza di limone a forma di fulmine: chiaro omaggio alla copertina dell’album Aladdin Sane (1973).
David Bowie, un’eredità senza tempo di un drink lover
Il 10 gennaio 2026 saranno trascorsi dieci anni dalla scomparsa di David Bowie. Nel frattempo il mondo è cambiato, in alcuni ambiti in modo radicale. Ma l’eredità artistica e culturale di Bowie non è morta. Gli scritti dedicati a David Bowie non si contano e questa abbondanza di fonti rende agevole identificare i drink che amava. Sono sostanzialmente due: Vodka Tonic e Martini.
Vodka Tonic
Il Vodka Tonic è una variazione del Gin & Tonic che si è affermata attorno alla metà del XX secolo, quando la vodka si è imposta all’attenzione mondiale diventando una costante nelle ricette di quasi tutti i bar. Come suggerito dal nome, questo drink è un highball preparato aggiungendo al distillato dell’acqua tonica e guarnendo con una fettina di limone o di lime. Le proporzioni sono libere: c’è chi preferisce un cocktail molto carico e chi invece predilige qualcosa di più leggero. Come lo amava David Bowie non è dato saperlo.
Martini
Il Martini è uno dei grandi vecchi della miscelazione. Le origini sono dibattute, ma parliamo della seconda metà del XIX secolo, al più tardi degli anni a cavallo tra XIX e XX. Come nel caso del Vodka Tonic bastano due ingredienti: gin e vermouth dry, da mescolare in un mixing glass e poi filtrare in una coppetta guarnendo con un’oliva o una scorza di limone (o anche entrambe).
I cocktail dedicati a David Bowie
I cocktail pensati per omaggiare David Bowie sono almeno una ventina, come minimo. Qui i due più significativi.
Ziggy Stardust è un richiamo all’omonima canzone del 1972 e anche alla stage persona inventata da Bowie l’anno precedente. Il drink porta la firma di Gary Regan, uno dei protagonisti della cocktail renaissance, che lo preparava miscelando gin, triple sec e liquore alle erbe. Tecnica: stir and strain. Obbligatorio servirlo in un bicchiere di plastica, dice Regan, in omaggio a una frase di Bowie contenuta in un’intervista di Rolling Stone: “I wasn’t at all surprised Ziggy Stardust made my career. I packaged a totally credible plastic rock star”.
Nel 1971 viene pubblicato l’album Hunky Dory. Il quarto brano del LP si intitola Life on Mars? e il bartender Frederic Yarm è partito da qui per creare il cocktail Life on Mars (senza il punto di domanda). Per un paio d’anni è rimasto nella drink list dell’ormai chiuso Loyal Nine di Boston, e una parte dei proventi finanziarono la ricerca sul cancro: la malattia che uccise David Bowie. La ricetta: in un mixing glass colmo di ghiaccio a cubetti mescolare gin, vino aromatizzato, bitter, liquore alla pera e spezie. Filtrare in una coppetta e guarnire con una scorza di limone a forma di fulmine, oppure con una scorza d’arancia a forma di stella.
La drink list dedicata a David Bowie

Perché dedicare un solo cocktail al Duca Bianco quando si può omaggiarlo con un’intera drink list? È quanto hanno fatto Nicole Kanev e Wesley Straton del BKW di New York City. L’anno era il 2018 e in quel momento il Brooklyn Museum ospitava una mostra dedicata proprio a David Bowie. La collaborazione fra museo e bar portò alle sette ricette ideate da Kanev e Straton, ordinabili nei mesi in cui la mostra era aperta. Non un giorno di più, non un giorno di meno.
I cocktail più ricordati sono tre. Intanto lo Ziggy Stardust, stesso nome di quello di Gary Regan, ma ricetta diversa: spumante, gin, succo di limone chiarificato, sciroppo di timo e come guarnizione una stella di gelatina all’arancia. Poi l’Aladdin Sane, preparato con rye whiskey, Aperol, amaro, succo di limone e albume (garnish: una scorza di limone a forma di fulmine). Infine il Major Tom con mezcal infuso con carbone di legno d’agrumi, due diversi liquori a base di scotch whisky, succo di pompelmo e miele.
David Bowie, un anniversario significativo
A dieci anni dalla sua scomparsa, David Bowie continua a esercitare un’influenza che supera i confini della musica e attraversa anche il mondo del bere miscelato. I cocktail a lui dedicati raccontano un gusto personale riconoscibile, una predilezione per strutture essenziali e un immaginario capace di tradursi in gesti concreti. Dal Vodka Tonic al Martini, fino alle drink list costruite come progetti temporanei, il legame resta saldo: Bowie è un riferimento culturale che trova nel cocktail un’estensione naturale del suo linguaggio, aperta, mutevole e ancora attuale.






