Stirrup cup cocktail per ill Capodanno cinese 2026

4 cocktail per il Capodanno cinese 2026 dedicati all’anno del cavallo di fuoco

Il 17 febbraio iniziano le celebrazioni del Capodanno cinese 2026 (durano 15 giorni), con l’entrata nell’anno del cavallo di fuoco. Secondo un calcolo della rivista Forbes un quarto della popolazione mondiale parteciperà a questa festività tradizionale: andrà in pausa dal lavoro, viaggerà, si godrà il tempo libero e magari una o due serate le dedicherà ai cocktail. Anche perché ci sono diversi drink che hanno a che fare con il cavallo, cioè l’animale che rappresenta il nuovo anno.

Capodanno cinese 2026, arriva l’anno del cavallo di fuoco

Il nome Capodanno cinese è quello in occidente viene riservato a qualcosa che in Cina chiamano festa di primavera, o anche capodanno lunisolare, o ancora capodanno agricolo. È un momento in cui si celebra l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese, che incorpora elementi dei calendari solari e di quelli lunari e per questa ragione è chiamato calendario lunisolare.

In estrema sintesi: prevede un ciclo di dodici anni, ognuno dei quali è associato a un animale dello zodiaco. Nell’ordine: topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e maiale. Ci sono anche cinque elementi: acqua, legno, fuoco, metallo (oro) e terra. Ognuno è affiancato a turno a ogni animale, creando in questo modo un ciclo di sessant’anni. Calcolatrice alla mano, si evince che il precedente anno del cavallo di fuoco è stato il 1966.

4 cocktail dedicati al cavallo

Per celebrare il Capodanno cinese 2026 come si deve, ecco quindi le ricette di quattro cocktail dedicati in qualche modo alla figura del cavallo.

Stirrup Cup, il cocktail che si beve a cavallo

Il Cocktail Stirrup cup
Stirrup cup

Grazie al libro Cowboy Cocktails (André Darlington, 2024) si scopre una storia interessante legata allo Stirrup Cup. L’espressione stirrup cup si traduce in italiano con “bicchiere della staffa”, cioè l’ultimo che si beve prima di salutare gli amici e tornare a casa. È opinione comune che il riferimento alla staffa si spieghi con il fatto che, nel XIX secolo, i signori bevevano l’ultimo drink quando erano già pronti a montare a cavallo, avendo dunque un piede nella staffa (quella parte della sella in cui si infilano i piedi).

André Darlington racconta che il bicchiere della staffa era anche quello bevuto dai nobili inglesi un attimo prima di iniziare la tradizionale caccia alla volpe, quando erano già montati in sella. Un’usanza che successivamente ha attraversato l’oceano, perdendo la volpe però mantenendo la presenza del cavallo: “è la versione per cowboy del drive-in”, scrive Darlington. La ricetta: in un bicchiere old fashioned amalgamare con un muddler un cubetto di zucchero e due dash di angostura. Poi aggiungere 30 millilitri di bourbon, altrettanti di brandy, un grosso pezzo di ghiaccio e mescolare. Infine guarnire con una ciliegina al maraschino.

Mint Julep, il cocktail del Kentucky Derby

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Mint julep

Impossibile non citare il Mint Julep, il cocktail ufficiale del Kentucky Derby, una delle più importanti competizioni ippiche al mondo. L’origine del drink affonda radici nel XVIII secolo, quando le miscele alcoliche potevano essere prescritte come medicinale. Nell’edizione del 1862 di Bar-Tenders Guide Jerry Thomas elenca ben cinque ricette differenti: a base di cognac, brandy, gin, whiskey e spumante della Mosella. L’IBA premia la versione con bourbon (60 millilitri), due teaspoon d’acqua, uno di zucchero e quattro foglie di menta fresca. Tecnica: muddle. Garnish: un rametto di menta fresca.

Capodanno cinese 2026: Man o’ War, il cocktail del campione

A proposito di cavalli, c’è un purosangue che ha fatto la storia: si chiama Man o’ War e molti lo considerano il miglior cavallo da corsa di tutti i tempi. Ha gareggiato negli anni dopo la prima guerra mondiale, vincendo 20 delle 21 gare a cui ha partecipato. In suo onore è stato inventato l’omonimo cocktail. Non è chiaro chi l’abbia creato né esattamente quando, anche se molti ipotizzano la metà del XX secolo. Per prepararlo servono 60 millilitri di bourbon, 30 millilitri di liquore all’arancia, 15 millilitri di succo di limone e 15 millilitri di vermouth rosso. Vanno shakerati e poi serviti con una scorza di limone o una ciliegina al maraschino a guarnire.

Horse’s Neck, il cocktail del collo

Horse’s Neck cocktail per il Capodanno cinese 2026
Horse’s Neck

L’Horse’s Neck nasce infine come bevanda analcolica e va parecchio di moda negli anni Novanta del XIX secolo, grazie a un riuscito mix di ginger ale, ghiaccio e scorza di limone. A un certo punto qualcuno (non si sa chi né dove) inizia ad aggiungere uno distillato: spesso è brandy, a volte bourbon. Trascorrono i decenni e della versione senza alcol si perdono le tracce: oggi l’IBA certifica la ricetta preparata con 40 millilitri di cognac, 120 millilitri di ginger ale e un dash di angostura, inseriti direttamente in un bicchiere highball e con una scorza di limone come garnish.