Il Bobby Burns cocktail è un drink a base di whisky considerato un twist sul Manhattan (secondo alcuni del Rob Roy). Cocktail storico della mixology internazionale ha fatto parte dei cocktail internazionali IBA dal 1961 al 1986 ed è strettamente legato alla cultura scozzese e in particolare alle celebrazioni della Burns Night.
La poesia e una marca di sigari sono i due elementi a cui sono legate le storie più accreditate sulla nascita di questo cocktail. Come per molte antiche miscele, non si sa con certezza quale sia la sua vera origine, ma qui sono riportati gli episodi più interessanti. Nel corso del tempo ne sono nate diverse varianti, che ne hanno reinterpretato ingredienti, proporzioni e tecnica di preparazione. Quando ordinerete il prossimo Bobby Burns, scegliete il vostro preferito e raccontatelo a chi siede accanto a voi.
La ricetta del Bobby Burns cocktail nella prima lista IBA del 1961
La prima edizione dell’IBA ha codificato cinquanta ricette di cocktail internazionali, tra cui anche il Bobby Burns. La versione del cocktail che appare nell’elenco è la ricetta che viene menzionata da Harry Craddock nel 1930 con l’unica differenza che, invece di usare lo shaker, la preparazione avviene in un mixing glass.
Ingredienti
- 45 ml vermouth italiano
- 45 ml scotch whisky
- 3 dash Bénédictine
- Twist di limone
Preparazione
Versare tutti gli ingredienti in un mixing glass con ghiaccio. Filtrare finemente in un bicchiere ghiacciato.
Garnish
Cospargere il cocktail con la scorza di limone.
La storia del Bobby Burns cocktail
La storia parte dagli USA, dove due testi del secolo scorso fanno menzione del drink. Il primo è il ricettario del 1902 Fancy Drinks di The Bishop&Babock Company, azienda specializzata nella fabbricazione di spillatori professionali per birra con sedi a Cleveland, Chicago, St. Paul e New York.
Si tratta di un vero e proprio manuale tecnico intervallato da ricette cocktail dove, a pagina 14, compare la ricetta del Baby Burns, da servire in un bicchiere piccolo con ghiaccio. Un mix di scotch whisky, vermouth e Bénédictine, liquore digestivo francese la cui ricetta è ancora oggi segreta.
La versione di Albert Stevens Crockett
La seconda variante storica si registra ventinove anni dopo con Albert Stevens Crockett, giornalista e bar fly originario del Maryland. Crockett inserisce un drink simile al Baby Burns nel suo testo del 1931 Old Waldorf Bar Days e nella revisione del 1935 intitolata The Old Waldorf-Astoria Bar Book menzionandolo con il nome di Robert Burns. In questa versione, Crockett propone un rapporto più sbilanciato sullo scotch whisky, arricchito da assenzio e orange bitters.
Ingredienti
- ¼ vermouth italiano
- ¾ scotch whisky
- 1 dash di assenzio
- 1 dash di orange bitters
Preparazione
Miscelare gli ingredienti nel mixing glass e filtrare nel bicchiere.
Garnish
La guarnizione non è specificata nella fonte originale.
I sigari Robert Burns

Nella descrizione che precede dosi e ingredienti, Crockett rivela che il cocktail potrebbe essere una dedica all’omonimo scrittore scozzese vissuto alla fine del 1700, oppure aver preso il nome di un venditore di sigari. Infatti, fin dai primi anni del ‘900 in America era facile imbattersi nelle pubblicità dei Robert Burns, sigari realizzati a macchina che utilizzavano diverse quantità di tabacco cubano.
Non è noto se effettivamente la compagnia fosse intitolata al suo fondatore (quel venditore di sigari citato dal giornalista) oppure se il nome fosse frutto di un ottimo branding della General Cigar company, proprietaria del marchio e in attività fino agli anni ’60. Fatto sta che il libro di Crockett fu il primo a mettere in dubbio la correlazione con lo scrittore scozzese che invece era implicita nella citazione di un altro grande testo della mixology.
La ricetta di Harry Craddock e la tradizione scozzese del Burns Night Supper
Harry Craddock nel The Savoy Cocktail Book del 1930 presenta una versione del Bobby Burns cocktail destinata a diventare la più influente.
Ingredienti
- ½ vermouth italiano
- ½ scotch whisky
- 3 dash di Bénédictine
Preparazione
Shakerare tutti gli ingredienti e filtrare in una coppetta.
Garnish
Guarnire con un peel di limone.
A margine Craddock inserisce anche una nota dove lo definisce uno dei migliori cocktail a base whisky e consiglia di berlo in occasione del St. Andrew’s Day. Questa correlazione con il patrono scozzese, festeggiato in tutto il mondo il 30 novembre, collega per la prima volta la miscela al nome di un personaggio importantissimo nella letteratura del Paese. Bobby Burns, scrittore e poeta talentuoso che pubblicò le sue prime opere all’età di 15 anni.
Ecco perché durante la Burns Night Supper del 25 gennaio, una celebrazione istituita per la prima volta dagli amici del poeta e oggi tradizione scozzese, si degusta il Bobby Burns cocktail, con la sua generosa base di scotch whisky.
La ricetta di Dale DeGroff
Anche l’americano “King of Cocktails” Dale DeGroff ha incluso una reinterpretazione moderna della ricetta del Bobby Burns nel suo libro del 2009, The Essential Cocktail.
Ingredienti
- 60 ml Highland malt scotch
- 20 ml vermouth dolce
- 15 ml Bénédictine
Preparazione
Mescolare con un bar spoon all’interno del mixing glass e servire ben freddo in una coppetta.
Garnish
La guarnizione non è specificata nella fonte originale.
Bobby Burns oggi
Il Bobby Burns oggi non è solo un drink “delle occasioni” bevuto durante le celebrazioni nazionali scozzesi come Sant’Andrea e la Burns Night. Si tratta infatti di un classico che può capitare di scorgere sui banconi di tutto il mondo.
Drinks International lo ha inserito per la prima volta nella lista dei cocktail più ordinati del 2022 (al 44° posto) poiché il 10% dei bartender coinvolti nella ricerca lo ha citato tra la top ten dei drink richiesti dai propri ospiti. E voi quale ricetta chiederete al vostro bartender di fiducia per gustare un ottimo Bobby Burns?






