Dopo aver vinto uno dei premi più importanti al mondo, Uno Jang ha annunciato la futura apertura di B.O.P. (Bartenders of Pony), un cocktail bar che punta a confermare Singapore come una delle capitali del bere di qualità. Le porte del locale si apriranno al pubblico entro i primi quattro mesi del 2026.
Uno Jang, il miglior bartender del mondo second 50 Best

Nato in Corea del Sud, Uno Jang ha trascorso l’adolescenza sognando di lavorare all’interno di un team di Formula 1. Poi capì che il suo posto era dietro il bancone di un bar e iniziò a farsi strada in quel settore. La svolta è arrivata nel 2017, quando è entrato nello staff del Jigger & Pony, a Singapore. Qui ha macinato esperienza, è cresciuto, si è fatto notare, senza mai dimenticare le sue radici e anzi utilizzando i drink per raccontare il proprio paese natale.
Nel 2025 ha conquistato il premio come miglior bartender al mondo assegnato da The World’s 50 Best Bars. Dettaglio importante: si tratta di un riconoscimento votato dai colleghi e questo ha un valore enorme.
B.O.P., il nuovo locale di Uno Jang

B.O.P. nasce grazie all’esperienza e all’entusiasmo di Uno Jang, e complice il sostegno di Jigger & Pony Group. È in tutto e per tutto un progetto solista, il primo di Jang.
B.O.P. si rivolge esplicitamente a persone giovani (ventenni e trentenni) che sentono una connessione con la Corea del Sud, sia perché hanno legami diretti, sia perché ne sono affascinati. L’idea è di proporre loro un menu che affianca i cocktail di Uno Jang ai piatti cucinati da chef Jason Oh. Lo scopo: esplorare la cultura, l’artigianato e la tradizione sudcoreana attraverso i drink e la cucina.
Al centro della scena ci sono i cocktail, perché B.O.P. non sarà un tradizionale ristorante pur mantenendo un dialogo serrato fra bancone e fornelli. Il format è quello di un luogo dove andare a bere, sapendo che all’occorrenza si può prolungare la serata trasformandola in una cena.
I tre pilastri di B.O.P.
Per dare coerenza a B.O.P., Uno ha identificato tre linee guida che indicano la rotta da seguire. C’è Kki (끼), cioè l’abilità e la ricerca incessante della maestria e del dettaglio; poi c’è Jeong (정), il cuore, che viene espresso attraverso la profonda ospitalità e il legame emotivo che spinge gli stranieri a rimanere. Infine Heung (흥), vale a dire l’energia, la gioiosa vitalità e la spontaneità che animano la serata. Ogni dettaglio deve adeguarsi a questi tre concetti: dalla musica al servizio, dall’atmosfera ai cocktail e al cibo.
Unire tecnica e anima
«Da B.O.P. voglio portare più me stesso nei cocktail: che si tratti della mia casa, dei miei ricordi, delle mie esperienze e persino del mio viaggio», racconta Uno. «Ogni drink rappresenterà un pezzo di ciò che sono e da dove vengo, ed è proprio questo che significa B.O.P. Un incontro tra mestiere e benessere per unire la tecnica all’anima, in modo che ogni drink sia allo stesso tempo familiare e nuovo».
E riguardo il suo nuovo progetto, Jang scherza dicendo: «A volte mi sento come Jennie delle Blackpink. Faccio ancora parte del gruppo, ma questo è come il mio album di debutto da solista. Spero che B.O.P. possa diventare un posto in cui ti senti a casa, dove sai che ci prenderemo cura di te come fanno gli amici».
Immagini courtesy B.O.P.






