Fallen Angel cocktail

Fallen Angel, storia e ricetta del cocktail del Proibizionismo

Di Fallen Angel ce ne sono un sacco: romanzi, racconti, film, canzoni, album, miniserie TV e pure un videogame. Ma di cocktail con questo nome ce n’è uno solo. Risale probabilmente agli anni del Proibizionismo e ricostruire la sua storia è come cercare il proverbiale ago in un pagliaio.

Fallen Angel, una storia piena di punti di domanda

L’unica informazione certa è che la ricetta del Fallen Angel compare per la prima volta sulle pagine di The Savoy Cocktail Book, pubblicato nel 1930 e scritto dal bartender Harry Craddock (1876-1963).

È un problema, per chi vuole ricostruire la storia di questo drink, perché il libro di Craddock è un ricettario per addetti ai lavori. Elenca cioè ingredienti e tipologia di preparazione, ma non si sofferma sugli aspetti di contorno: chi ha inventato quel determinato cocktail, quando l’ha fatto e in quale contesto.

Il fatto curioso è che il Fallen Angel rappresenta un’eccezione, perché un’indicazione in più c’è, solo che non è risolutiva. Le righe di commento di Craddock dicono infatti: «Non è mai stato del tutto chiaro se questo fosse destinato a essere preso dall’Angelo prima o dopo la caduta; come incoraggiamento o come consolazione». Una notazione ironica, un riferimento a Lucifero, ma nulla più.

Da torcibudella a cocktail di classe

Dunque, è impossibile conoscere con esattezza l’anno di invenzione del Fallen Angel e il nome del suo creatore. L’opinione comune è che sia un cocktail nato negli Stati Uniti durante il Proibizionismo, quando gli ingredienti di un drink erano scelti per nascondere il pessimo sapore dei distillati prodotti illegalmente. Nel caso del Fallen Angel, l’agrume e la crème de menthe erano lì per rendere bevibili il gin e il moonshine statunitensi.

La ricetta era insomma figlia delle circostanze, ma in qualche modo aveva il potenziale per brillare anche in contesti più favorevoli al bere di qualità. Così Harry Craddock la può proporre presso l’esclusivo American Bar dell’hotel Savoy di Londra. La differenza sta in un dry gin di prima categoria. Da qui l’inserimento del cocktail nel The Savoy Cocktail Book e con esso la possibilità di evitarne l’oblio.

Fallen Angel cocktail, la ricetta

Ricetta del Fallen Angel cocktail
Fallen Angel

Quella che segue è la ricetta che compare nel libro The Savoy Cocktail Book. Ci sono alcune modifiche, rispetto all’originale, ma servono esclusivamente ad adattarla alle consuetudini moderne. Per esempio trasformando l’unità di misura del bicchiere in millilitri. Segnaliamo inoltre che Harry Craddock lascia libera scelta fra il succo di limone e quello di lime: per la precisione, va bene il succo di un limone oppure il succo di mezzo lime.

Ingredienti

  • 60 ml dry gin
  • 15 ml succo di lime appena spremuto
  • 1 dash angostura
  • 2 dash crème de menthe

Procedimento

Prendere uno shaker, inserire ghiaccio a cubetti e tutti gli ingredienti. Agitare con forza per una decina di secondi e poi filtrare in una coppetta.

Garnish

Harry Craddock non ne indica alcuna. Se proprio si vuole una guarnizione va bene una fogliolina di menta, che richiama la crème de menthe.

Foto di Emanuel Florentin, location Bob The Other Side – riproduzione vietata