Riapre The Doping Milano

Questo cocktail bar di Milano ha appena riaperto dopo un restyling

The Doping Milano cambia look, almeno in due punti chiave. La pergola viene ripensata da zero e il laboratorio entra in scena per la prima volta. Riapre così dopo mesi, lavorando su ciò che lo ha sempre definito come «un rifugio sofisticato all’interno del 5 stelle Aethos Milan» e intervenendo dove serviva davvero. A raccontare le novità Nicola Romiti, alla guida anche del bar del The Doping Champoluc.

The Doping Milano oggi

Nicola Romiti, alla guida anche del bar del The Doping Champoluc
Nicola Romiti

Per capire questa ventata di novità per The Doping Milano, è necessario raccontare dell’intera struttura. Il locale nasce infatti dentro quello che oggi è Aethos Milan, in zona Porta Ticinese, come estensione naturale dell’hotel. Un bar pensato per chi soggiorna, ma che in poco tempo inizia a muoversi in autonomia e a costruire un pubblico proprio. La sua riconoscibilità arriva da ambienti stratificati e oggetti raccolti nel tempo.

Un tratto distintivo che resta anche oggi. «L’arredamento continua a mescolare elementi vintage a quelli moderni, con ogni pezzo che trova una posizione precisa all’interno dello spazio. È questa costruzione a dare al locale una dimensione internazionale, più legata al modo in cui si sta dentro che a uno stile dichiarato», spiega Romiti.

Nel tempo il progetto si evolve insieme alla struttura che lo ospita, porta il bar dentro una rete più ampia e ne rafforza il ruolo all’interno dell’hotel. «Siamo nati come cocktail bar dell’hotel, ma ormai il Doping è una destinazione e la gente viene qui proprio per il bar».

La pergola, The Doping Milano si rinnovano a partire dal cortile

La pergola, The Doping Milano

Le novità riguardano soprattutto il cortile. «La vecchia pergola è stata rimossa e ricostruita per lavorare anche quando le temperature salgono. La struttura oggi è più compatta e completamente gestibile». Il tetto a lamelle regola l’ingresso della luce, le vetrate scorrono su tutti i lati e permettono di aprire o chiudere lo spazio in pochi passaggi. «È uno spazio più fresco e flessibile, che possiamo aprire completamente oppure chiudere e climatizzare a seconda del momento».

Durante il giorno la luce entra in modo diretto, si muove sulle superfici e cambia la lettura dell’ambiente ora dopo ora. Nei mesi estivi, il cambiamento è funzionale. Inoltre, sono state aggiunge decine di fioriere e alberi, che introducono alla pergola come un giardino verde. «Dentro la nuova struttura, una sessantina di posti distribuiti tra tavoli e divani, accolgono con la stessa logica raccolta che caratterizza tutto il Doping. Quella di un bel salotto elegante».

Gli interni, infatti, restano fedeli alla loro costruzione. Tavoli in legno, tappeti persiani e oggetti di design vengono recuperati e rimessi in uso, i divani rifoderati, le imbottiture aggiornate. «Abbiamo mantenuto tutto quello che aveva senso mantenere, riportandolo a nuova vita».

Il nuovo bancone e il lab

The Doping Milano oggi

L’intervento più tecnico è sul banco bar. La struttura resta, la superficie cambia con un rivestimento in piastrelle sui toni del bianco e della terracotta. «Abbiamo rifatto tutta la parte operativa su misura, con le station, i frigo e le attrezzature posizionate in funzione del servizio».

Tra gli interventi, il Doping Lab, una delle novità più importanti di questa riapertura. Uno spazio di circa trenta metri quadrati dedicato alle preparazioni degli ingredienti grazie a rotavapor, sottovuoto, centrifughe e altri macchinari. «Tutto visibile dall’esterno e utilizzabile per creare esperienze più dirette con i nostri ospiti. Il mio sogno è di dedicare questo spazio a experience aperte al pubblico. Sei persone al massimo».

La drink list dedicata alle auto d’epoca

Romiti e la sua “scuderia” (formata da Alessandro Cuomo, Licia Sabatelli e Andrea Brochetta) hanno pensato anche a una nuova drink list costruita per guidare l’ospite dall’ordinazione al primo sorso. «È un libro ispirato alle auto d’epoca più importanti che hanno segnato la storia, non solo italiana, dell’automobilismo. Ogni pagina è costruita per essere sfogliata, consultata rapidamente grazie a una selezione di 15 cocktail tra twist on classic e signature».

Qualche anticipazione? «Uno dei drink che credo andrà forte si chiama Mini Cooper S, la sportiva inglese per la quale abbiamo deciso di utilizzare gin come base, un mix di cetriolini fatti in casa, lime, albume, una polvere di cetriolini che, dopo essere stati marinati vengono essiccati. Non manca un pizzico di sale maldon ‘in coda’». Facile, beverino, scorre via con piacere. Per una ripartenza in pole position con The Doping Milano.

Immagini courtesy The Doping Milano