Il trend legato allo Spicy Margarita è ormai consolidato negli Stati Uniti e sta arrivano prepotentemente anche in Europa e Italia: è quanto emerge dai più recenti dati relativi al consumo e ai consumatori. Ecco quindi come mai questo drink impazza e in quale fascia d’età fa più proseliti (spoiler: i giovani fanno la parte del leone). Infine, anche qualche accenno alla storia del cocktail e alla sua ricetta.
Cos’è lo Spicy Margarita
Per prima cosa una rapida definizione: come suggerito dal nome, lo Spicy Margarita è un twist del classico Margarita caratterizzato da note piccanti. Una ricetta tipica prevede di miscelare tequila, succo di lime, liquore all’arancia con l’aggiunta di peperoncino fresco oppure di bitter al peperoncino.
Le ragioni del trend
La rapida ascesa dello Spicy Margarita è figlia di una tempesta perfetta (intesa in senso positivo). Per prima cosa, negli ultimi anni c’è stata un’esplosione dei distillati di agave, soprattutto tequila e mezcal.
Secondo i dati di IWSR il tequila ha ottenuto ottimi risultati nel 2024: +2% in volume e +4% in valore al di fuori del Messico. Fino al 2029 si prevede una crescita annua del 5% in valore. Quasi nessun altro distillato fa registrare numeri così positivi. Inoltre (questa volta la fonte è Drinks International) nel 2025 il Margarita è stato il cocktail più richiesto negli USA e il terzo a livello globale.
A tutto questo si è aggiunto un significativo spostamento del gusto del pubblico verso sapori piccanti e speziati. Tastewise parla di un +6% all’anno di interesse verso i drink piccanti, con lo Spicy Margarita a guidare le preferenze. Non sorprende: è un cocktail che unisce entrambe le tendenze in atto e si è dunque ritrovato nella condizione ideale per conquistare spazio all’interno del panorama della miscelazione mondiale.
Chi beve lo Spicy Margarita?
In relazione allo Spicy Margarita il mercato statunitense si è mosso per primo ed è ormai in una fase matura. È cioè caratterizzato da uno standard di consumo consolidato: i tempi della nicchia sono lontani.
Il grosso dei consumatori (54%) si trova nella fascia d’età 18-34 anni: è anche quella che punta con maggiore decisione verso tequila di alta qualità, nutrendo il fenomeno della premiumizzazione. È interessante notare che fra i 35 e i 54 anni vanno forte i sapori affumicati, cosa che sta facendo la fortuna del Mezcal Spicy Margarita. La questione dei prodotti premium è connessa al reddito medio dei consumatori: è medio-alto e legato al consumo presso cocktail bar di qualità, meglio se fanno propria la filosofia dei craft cocktail.
Qualcosa si sta muovendo però in direzione delle fasce di reddito più basse, perché nel 2025 alcuni brand internazionali hanno lanciato versioni ready-to-drink dello Spicy Margarita. Alcuni analisti sostengono che ciò sia spia di uno spostamento del trend dai bar verso il consumo di massa.
Il drink in Italia
Il mercato statunitense ha fatto da traino a quello europeo e italiano. Ciò ha prodotto anche nel Belpaese un’accelerazione dei trend relativi a tequila (in subordine mezcal), ai sapori piccanti e allo Spicy Margarita. Si registrano però alcune differenze. La più significativa riguarda l’età media dei consumatori, che è più alta rispetto a quella degli USA e dell’Europa presa nel suo complesso. In Italia il trend è molto forte nei Millennials, mentre altrove vince la Generazione Z.
Si assiste inoltre a una fase di accelerazione del mercato. Nel mondo della miscelazione questo significa che il trend è maggiormente evidente nelle città: Milano, Roma e Firenze fanno da apripista, mentre negli USA la diffusione è ormai capillare, anche al di fuori dei grandi centri urbani.
Spicy Margarita, un po’ di storia
Considerato il ruolo degli USA nel trend dello Spicy Margarita, non sorprende che la storia di questo drink inizi dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Molti sostengono che il twist piccante del Margarita sia diventato un piccolo trend attorno alla prima metà degli anni Duemila.
È probabile che i primi esperimenti in questa direzione siano avvenuti presso il ristorante di Julio Bermejo, l’inventore del Tommy’s Margarita. In base a quanto raccontato da Scott Hocker (per il magazine Punch) Bermejo aveva iniziato a mettere dei peperoncini habanero in infusione con tequila blanco. Nel 2005, sempre presso il ristorante Tommy’s, il bartender David Nepove aveva fatto scintille grazie a un cocktail a base di tequila, liquore e peperoncino pestato insieme al lime.
Il bar consultant Jacques Bezuidenhout assaggia la creazione di Nepove, la trova ottima e decide di proporre drink con tequila piccante a tutti i locali con i quali collabora. A un certo punto la cosa intriga Crhis Ojeda, bar manager di Soho House (sede di West Hollywood, a Los Angeles). Nel 2012 lui mette a punto la ricetta definitiva dello Spicy Margarita proponendo una versione semplificata di un altro drink in lista presso Soho House: il Margarita Picante.
Da qui in avanti l’ascesa è inarrestabile e una decina di anni più tardi tutti danno per certo che questo cocktail sarà il protagonista assoluto della miscelazione statunitense nel 2024. È stato così.
La ricetta dello Spicy Margarita
Va da sé che preparare in casa un’infusione di tequila e peperoncino rappresenta il non plus ultra in fatto di craft cocktail. Chis Ojeda aveva però optato per una versione meno impegnativa da confezionare. È questa di seguito.
Ingredienti
- 50 ml tequila reposado
- 25 ml succo di lime fresco
- 20 ml sciroppo d’agave
- 1 rondella di peperoncino Fresno
Procedimento
Inserire in uno shaker la rondella di peperoncino e lavorarla delicatamente con un pestello. Aggiungere cubetti di ghiaccio, tequila, succo di lime e sciroppo d’agave: agitare per una quindicina di secondi e poi filtrare in un bicchiere Old Fashioned colmo di ghiaccio.
Garnish
Tagliare la punta del peperoncino e posizionarla sopra il ghiaccio. Niente rim.
Foto di Emanuel Florentin x Coqtail, location Bob Milano – riproduzione vietata






